Il lancio di Bakkt e il caffè di Starbucks
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Il lancio di Bakkt e il caffè di Starbucks

By Marco Cavicchioli - 23 Set 2019

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Bakkt ha annunciato ufficialmente il lancio dei suoi future basati su bitcoin fisici. Il primo contratto è stato scambiato ieri, alle ore 20:02 ET, ad un prezzo di 10.115 dollari. 

In un altro tweet la società fa sapere che i loro futures su bitcoin sono scambiati su ICE Futures US, mentre il Bakkt Warehouse continua a raccogliere btc. 

Per spiegare il funzionamento del servizio di custodia Bakkt Warehouse è stata pubblicata anche un’apposita pagina sul loro sito web, in cui la protezione delle risorse dei clienti viene definita una componente fondamentale della loro attività. 

Questa infrastruttura si basa sulle capacità di sicurezza aziendale del gruppo, come quelle che proteggono la dozzina di borse gestite in tutto il mondo, compresa quella di New York. 

Utilizzano sia hot wallet che cold wallet, con una polizza assicurativa da 125 milioni di dollari, e lavorano insieme a BNY Mellon, una delle più grandi banche che si occupano di custodia al mondo.

La maggior parte dei btc conservati sta nei cold wallet, offline, custoditi in caveau di livello bancario. 

I volumi di scambio dei contratti Bakkt per ora non sono elevati, ma dalla società arrivano commenti positivi a riguardo. Inoltre, anche un po’ come accaduto per i future di CME, gli scambi durante i primi giorni potrebbero rimanere contenuti, per poi incrementare nel tempo. 

Fino ad ora infatti sono stati scambiati solamente 18 contratti, con il prezzo in calo da 10.115 a 9.972 $. 

Secondo Sun Zhu, CEO di Three Arrows Capital e co-fondatore di Sensus Markets, Bakkt potrebbe essere prima una lieve pioggerellina e poi un diluvio. Infatti, molti operatori preferiscono aspettare per vedere cosa accade a questi nuovi prodotti durante i primi giorni di collocamento sul mercato. Inoltre, le informazioni a riguardo hanno bisogno di un po’ di tempo per diffondersi. 

Secondo Adam Back, CEO e co-fondatore di Blockstream, Bakkt si aggiunge al mercato regolamentato che le istituzioni possono sfruttare, ma ci vorrà del tempo prima che le aziende configurino i loro account account, decidano le strategie di trading ed investano. 

Pertanto è ancora troppo presto per giudicare quale impatto abbia, o possa realisticamente avere, questo nuovo prodotto finanziario sul prezzo di bitcoin o sul settore crypto in generale. Anche perché, oltre a consentire agli investitori istituzionali di entrare in questo settore, dovrebbe in futuro evolvere anche in un vero e proprio sistema di pagamento, utilizzabile forse anche presso i punti vendita Starbucks

Quello di ieri insomma dovrebbe essere solamente un primo piccolo passo di un’iniziativa che ha grandi ambizioni e che mira ad imporsi nel settore come un fenomeno disruptive. Se nel prossimo futuro tutto ciò sarà supportato da significativi volumi di scambio allora c’è da attendersi ben altro da questo progetto.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 11mila iscritti.

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