Oggi, 3 giugno 2019, è previsto il regolamento dei contratti in scadenza al 31 maggio e non è di sicuro un caso che poco prima di questa scadenza il 28 maggio l’open interest totale sia salito a 5.190, con un incremento del 7% rispetto ai dati della settimana precedente.

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A fine maggio l’open interest sui future su bitcoin di CME ha raggiunto il suo massimo storico di sempre.

 

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Il dato ad oggi risulta essere il massimo di sempre per quanto riguarda i future su bitcoin di CME.

Va ricordato che da marzo l’altro emittente, CBOE, ha cessato l’emissione di nuovi contratti future su bitcoin, pertanto tutti i potenziali sottoscrittori di questi contratti da un paio di mesi a questa parte stanno migrando sulla piattaforma del CME.

Tuttavia, in tutto il corso del 2019 i futures su bitcoin hanno continuato a registrare continui incrementi di volumi, probabilmente grazie all’incremento di valore di BTC che ha raggiunto il picco massimo annuale proprio a maggio.

Venerdì 31 maggio si sono chiuse le negoziazioni dei contratti del mese, che verranno regolati oggi, e secondo diversi analisti questo regolamento sarà il più grande in assoluto nella storia di questi contratti. Secondo alcuni potrebbe anche avere impatto sul prezzo di bitcoin stesso.

In attesa dei future di Bakkt e degli ETF su bitcoin, i contratti di CME sono praticamente ormai quasi una scelta obbligata per i grossi investitori istituzionali che vogliono investire in prodotti finanziari basati su bitcoin e completamente regolamentati, quindi non deve stupire affatto il nuovo record fatto registrare a maggio.

Infatti, l’interesse nei confronti di BTC sembra aver contagiato anche investitori più istituzionali, sebbene ancora in minima parte, e questo inevitabilmente porta clienti proprio a questi specifici prodotti finanziari di CME.

Dato l’interesse che sta emergendo nei confronti proprio dei contratti future, stonano un po’ i continui rinvii delle decisioni riguardo i nuovi contratti future di Bakkt da parte della CFTC, o degli ETF su bitcoin da parte della SEC, ma evidentemente i mercati come al solito si muovono a velocità nettamente maggiore rispetto ai regolatori.