Paolo Savona, Consob: “Criptovalute monopolio di Stato”
Regolamentazione

Paolo Savona, Consob: “Criptovalute monopolio di Stato”

By Eleonora Spagnolo - 24 Ott 2019

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Lo Stato deve avere il monopolio delle criptovalute. Questo il pensiero di Paolo Savona, presidente della Consob, acronimo che sta per “Commissione Nazionale per le Società e la Borsa”. Si tratta dell’autorità italiana per la vigilanza dei mercati finanziari. 

L’intervento di Paolo Savona, già ministro per gli affari europei, è arrivato durante la presentazione del volume “Fintech: diritti, concorrenza e regole”. A proposito di criptovalute, il capo della Consob ha detto:

 “Se sono monete, lo Stato deve tenere il monopolio delle criptovalute”

Se invece non sono monete: 

  “Occorre regolarle e le autorità di controllo devono avere potere di intervenire”

Per Paolo Savona, il passaggio al fintech può produrre disastri se ci si arriva impreparati. Non a caso, il presidente Consob si dice preoccupato per le aperture arrivate dall’Autorità Bancaria Europea (EBA) e dal Parlamento Europeo che hanno esternato approcci intesi a non soffocare questo tipo di novità. Al contrario, Savona si dice preoccupato perché tali aperture permettono ai privati di accedere al sistema.

Pur ammettendo che il vecchio sistema è già finito, il passaggio al nuovo ancora non si è concretizzato. In questo scenario, il fintech: 

 “È una discontinuità che non consente di tornare al passato. Per questo dobbiamo creare una struttura tecnica e giuridica attenta a tutte le nuove problematiche e in grado di rispondere alle sfide del futuro”, 

Del resto, aggiunge Savona, la SEC (autorità di controllo americana omologa della Consob) ha già costituito una task force ad hoc di 150 esperti.

Savona, la Consob, Libra e le altre criptovalute

Savona ha anche espresso la sua opinione su bitcoin, esternando una certa fiducia:

 “Solo i bitcoin sono impenetrabili agli hacker per un problema economico, mentre le altre criptocurrency sono penetrabili ma non c’è nessuno che informa la clientela”.

A proposito di Libra, Savona ha continuato:

 “Il problema di fondo, se si diffondono criptovalute come la Libra, è che tu devi essere certo che seguano il metodo dei bitcoin, come affermano, ma non si può fare perché dovrebbero avere un’offerta rigida e non espandibile, 21 milioni di unità, mentre la Libra viene data sul mercato (ammesso che vada avanti, perché incominciano a nascere i problemi)”. 

L’avversione per Libra è totale, perché, spiega Savona, può sfuggire alle autorità:

“Siccome tu prendi risorse e le investi, come era la proposta di Facebook e compagni per la Libra, noi dobbiamo controllare l’investimento. Già se ti domicili in Svizzera nascono problemi giganteschi di improcedurabilità. Il risparmio finisce là e supera il nostro controllo, è un problema gravissimo”.

I dubbi di Paolo Savona circa le criptovalute e Libra, la stablecoin di Facebook, giungono il giorno dopo l’audizione nel Congresso USA del CEO di Facebook Mark Zuckerberg. L’audizione non è servita a fugare i dubbi sul progetto del social network. E non è un caso che anche dall’Italia arrivino ulteriori perplessità su Libra e sulle crypto. Il percorso, per Libra e per il settore, resta tutto in salita. 

 

Eleonora Spagnolo
Eleonora Spagnolo

Giornalista con la passione per il web e il mondo digitale. È laureata con lode in Editoria multimediale all’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in Web e Social Media Marketing.

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