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La difficile regolamentazione delle stablecoin negli USA
La difficile regolamentazione delle stablecoin negli USA
Regolamentazione

La difficile regolamentazione delle stablecoin negli USA

By Marco Cavicchioli - 28 Ott 2019

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La politica statunitense sta discutendo di come arrivare alla regolamentazione delle stablecoin.

Nonostante ad esempio Teher dollar (USDT) esista ormai da diversi anni, i regolamentatori americani si stanno muovendo solo ora per far fronte a quello che ritengono essere il problema principale: Libra

Qualche giorno fa è stato presentato ufficialmente il disegno di legge “Stablecoins are Securities Act of 2019“, che muove proprio dalla necessità di trovare una soluzione per far rientrare il progetto della stablecoin di Facebook nel recinto della legalità, e di fatto per controllarne gli eventuali impatti sulle politiche monetarie. 

L’idea stessa rappresentata nel titolo del disegno di legge, cioè che le stablecoin siano security (ovvero titoli, e non monete), lascia perplessi. 

Secondo gli ideatori di questo disegno di legge, gli asset digitali gestiti, noti come stablecoin, sarebbero infatti contratti di investimento, e quindi titoli ai sensi del Securities Act del 1933

A dire il vero lo stesso disegno di legge riporta che esistono dubbi su questa interpretazione, e rimanda al Congresso il compito di definire il significato della definizione stessa di “stablecoin gestite” in modo da chiarire quali asset digitali rientrino in questa casistica. 

Su questo tema però in passato è già intervenuta ad esempio la FINMA svizzera, che ha già deliberato in modo sufficientemente chiaro per poter distinguere quali stablecoin vadano considerate security, e quali no. Ad esempio secondo la legislazione svizzera una stablecoin che rappresenta il possesso di un bene, come ad esempio l’oro, e sia convertibile nel bene stesso, non deve essere considerata una security. 

Il disegno di legge presentato al Congresso americano sembra invece non fare distinzioni, ed appare pertanto un po’ confuso. È possibile che i suoi promotori non siano a conoscenza del fatto che la Svizzera ha già deliberato in materia con puntualità e precisione, nonostante la stessa Associazione Libra abbia proprio sede in Svizzera. 

Durante l’audizione di Mark Zuckerberg di qualche giorno fa, davanti alla Commissione per i Servizi Finanziari della Camera, un deputato chiese esplicitamente al CEO di Facebook perché fosse stata scelta la Svizzera come sede di Libra, ed alla luce di quanto proposto dallo Stablecoins are Securities Act of 2019 la risposta ora appare chiara: non solo i regolamentatori americani sono rimasti indietro, ma sembrano anche avere le idee piuttosto confuse. 

Se gli statunitensi non vogliono perdere l’occasione di mantenere sul proprio territorio attività simili a Tether o Libra, che invece hanno già scelto di migrare verso altri lidi, dovrebbero prendere esempio da quei paesi che hanno scelto di accogliere queste nuove sfide, proprio per cavalcare l’onda piuttosto che cercare di arginarla, invano. Se decideranno di non farlo, gli altri paesi non staranno di certo a guardare, e la leadership degli USA sui mercati finanziari globale potrebbe finire per essere messa seriamente a rischio.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 11mila iscritti.

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