Secondo l’ultimo report pubblicato dall’exchange Binance, la maggior parte delle crypto in staking aumenterà quando Ethereum (ETH) effettuerà il passaggio alla Proof of Stake (PoS).
Il report si intitola “The Rise of Staking: From Theory to Building Large Infrastructure” ed è il primo importante studio sullo staking che Binance pubblica tramite Binance Research, il compartimento dell’exchange dedicato proprio alle ricerche in ambito crypto e blockchain.
Binance ha così stimato che i volumi dello staking aumenteranno significativamente grazie ad Ethereum:
“Ethereum è la seconda crypto per market cap e uno dei progetti blockchain più longevi, il che potrebbe spingere molti progetti a seguirne le orme e passare alla Proof-of-Stake”.
In ogni caso, anche ora che la blockchain non è ancora passata alla PoS, Ethereum fa comunque la parte del gigante, anche se una buona percentuale delle crypto tenute in staking è comunque detenuto da altre blockchain, come si può vedere nella seguente tabella.
Tolto Ethereum, la capitalizzazione di mercato di tutte le crypto raggiunge un valore attuale di $11.2 miliardi, il che, paragonando con la totale capitalizzazione di mercato dell’industria, rappresenta circa il 5%.
Inoltre, sempre secondo il report, attualmente sono tenuti in stake più crypto che quante bloccate nelle varie applicazioni della finanza decentralizzata, altresì chiamata DeFi, nonostante queste continuino a salire.
Di recente, infatti, il valore della DeFi si attestava intorno ai 3 milioni di ETH. E, solo negli ultimi mesi, da agosto a ottobre 2019, aveva bloccato un valore pari a poco meno di 1 milione.
Ethereum 2.0 dovrebbe arrivare tra poco e sono già stati stanziati ben 10 milioni di dollari per lo sviluppo e l’implementazione della Proof of Stake, la quale dovrebbe aiutare la blockchain ad essere maggiormente scalabile.
Già altre blockchain come Algorand, Dash e NEO usano il protocollo PoS da tempo, per cui non si tratta di una vera novità ma sicuramente di un sistema che potrebbe rendere Ethereum più veloce.