Libra, l’Australia indaga su Facebook
Regolamentazione

Libra, l’Australia indaga su Facebook

By Eleonora Spagnolo - 6 Nov 2019

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Nuovi guai per Facebook: Libra e il social network sarebbero finiti sotto indagine in Australia. Secondo quanto riporta il quotidiano “The Australian” e ripreso dall’agenzia italiana Ansa, le otto maggiori autorità di regolamentazione del continente si sarebbero accordate per prendere iniziative analoghe, nell’ambito delle rispettive competenze, per obbligare Facebook a diffondere maggiori dettagli sul progetto Libra. 

Si tratta infatti di autorità che hanno compiti diversi che vanno dalla lotta al riciclaggio, alla protezione dei consumatori e degli investitori. Tutte sono d’accordo sul fatto che il colosso dei social network non ha dato garanzie sufficienti sulla criptovaluta Libra. Per questo eserciteranno la loro prerogativa di indagare su Facebook. 

Le autorità australiane avrebbero esternato alcuni rischi su Libra, ad esempio:

  • Potrebbe turbare i mercati finanziari;
  • Potrebbe essere usata per pulire denaro sporco;
  • Si può rivelare utile per le truffe online;
  • Può essere usate per finanziare il terrorismo.

Libra, guai anche in Europa

Anche in Europa Libra continua a non godere di stima. Secondo un’indiscrezione riportata dal sito di informazione europeo Euractiv, l’Unione Europea sarebbe pronta a prevenire lo sviluppo delle monete digitali, tra cui Libra, almeno fino a quando tutti i dubbi non saranno risolti. 

Questa opzione sarebbe contenuta in una proposta che dovrà essere discussa nel prossimo vertice dei ministri dell’economia dell’UE. L’appuntamento è fissato per il prossimo 8 novembre, quando in agenda i ministri dell’eurozona hanno un punto legato alle stablecoin globali e ai loro rischi. Secondo l’ultima versione del testo, 

“Tutte le opzione devono essere sul tavolo, inclusa la possibilità di prendere misure che possano prevenire lo sviluppo dei progetti che possono creare rischi eccessivi o inimmaginabili”. 

Un’ipotesi che piacerà sicuramente al ministro dell’economia francese, Bruno Le Maire, che già in passato si è pesantemente scagliato contro la criptovaluta.  

Libra “come una mail”

Dopo che Zuckerberg aveva detto che scambiare denaro tramite Libra doveva essere facile come condividere una foto, un altro paragone sull’utilità della criptovaluta è arrivato da Kevin Well, vice presidente di Calibra, il wallet di Libra. 

Durante il Web Summit 2019 in corso a Lisbona, Well ha spiegato il funzionamento di Libra:

“Prendi il tuo digital wallet preferito, Paypal, Venmo, Square Cash, Zelle, qualunque esista al mondo, nessuno lavora insieme, se tu usi uno e io ne uso un altro, non riusciamo ad inviarci i soldi. Il mondo non deve funzionare così. Il modo in cui Libra funzionerà sarà molto simile alle email. Io e te non dovremmo collaborare su quale provider useremo, quale browser useremo. Noi abbiamo costruito un wallet, Calibra, ma chiunque avrà wallet operabili per Libra, potrà usarlo e potremmo scambiarci i soldi, come quando inviamo le mail pur usando provider diversi”. 

Nel suo intervento Well ha anche ribadito quanto detto già da Mark Zuckerberg e David Marcus: Libra non sarà emessa finché non avrà l’approvazione dei regolatori.

Eleonora Spagnolo
Eleonora Spagnolo

Giornalista con la passione per il web e il mondo digitale. È laureata con lode in Editoria multimediale all’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in Web e Social Media Marketing.

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