La UE propone una valuta digitale alla BCE
Regolamentazione

La UE propone una valuta digitale alla BCE

By Marco Cavicchioli - 6 Nov 2019

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L’Unione Europea (UE) proporrà alla Banca Centrale Europea (BCE) l’emissione di una valuta digitale pubblica. 

Ne dà notizia Reuters, che ha potuto visionare la bozza di un documento della UE, redatta dall’attuale presidenza finlandese e ancora passibile di modifiche, in risposta al progetto di Facebook di emettere la stablecoin Libra

Nel documento si legge: 

“La BCE e le altre banche centrali della UE potrebbero esplorare proficuamente le opportunità e le sfide legate all’emissione di valute digitali da parte della banca centrale anche prendendo in considerazione misure concrete a tal fine”. 

In particolare, Francia e Germania hanno espresso pareri negativi su Libra, considerata un potenziale rischio per il settore finanziario, ed avrebbero deciso di promuovere lo sviluppo di un’alternativa pubblica. 

La bozza pervenuta a Reuters invita la BCE a creare questa alternativa, probabilmente sull’esempio dell’analoga iniziativa cinese, ed esorta tutti i paesi UE a sviluppare un approccio comune alle criptovalute, inclusa l’eventualità di porre alcuni divieti su progetti ritenuti troppo rischiosi.

Secondo quanto riferito, la proposta potrebbe essere discussa dai ministri delle finanze della UE già venerdì, ed in teoria potrebbe essere approvata durante la prossima riunione del 5 dicembre.

Le cosiddette stablecoin stanno mettendo paura agli Stati, probabilmente timorosi di perdere la sovranità monetaria, ma curiosamente pare che le Banche Centrali non condividano questo approccio

È possibile che i tecnici delle Banche Centrali abbiano compreso meglio dei politici che le stablecoin basate su valute fiat non sono altro che derivati che le rappresentano in forma digitale, e che se rimangono coperte al 100% da riserve in valuta fiat, non hanno potere di incidere sulle politiche monetarie. 

Ovviamente qualora invece non fossero coperte al 100% potrebbero avere un impatto, ma va ricordato che non solo i promotori di Libra hanno dichiarato che questa sarà sempre coperta al 100%, ma hanno anche chiesto che gli stessi regolatori pubblici si facciano carico di controllare e certificare che ciò corrisponda a verità. 

Un’altra lettura di questa possibile corsa all’emissione di valute digitali pubbliche è che tali valute renderebbero completamente tracciabili tutte le transazioni, cosa ritenuta probabilmente molto attraente dalla politica, ma non particolarmente interessante per le Banche Centrali. 

L’obiettivo di una tale prospettiva potrebbe essere quello di incrementare la capacità degli Stati di portare alla luce l’economia sommersa e di fare letteralmente i conti in tasca ai cittadini per confrontare il loro reale potere di spesa con le loro dichiarazioni fiscali. 

Infatti le stablecoin già esistenti, come Tether (USDT), si basano su token e wallet anonimi, pertanto pur essendo completamente tracciabili, è molto difficile risalire alle identità dei loro utilizzatori. 

Invece le valute digitali centralizzate, come quelle emesse dalle Banche Centrali, non prevedono l’utilizzo in anonimato, rendendo quindi perfettamente tracciabili tutte le transazioni, comprese le identità degli utenti.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 11mila iscritti.

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