Il Presidente cinese Xi Jinping avrebbe affermato che le criptovalute in futuro potrebbero essere inserite nella lista delle cose illegali.
A dire il vero in Cina formalmente è ancora in atto un ban nei confronti delle criptovalute, ma ultimamente sembrava che il Paese si stesse aprendo a queste tecnologie.
Invece, il Presidente ha chiarito che le ritiene rischiose perché utilizzate per scopi criminali, pertanto non esclude che nel prossimo futuro possano essere addirittura inserite tra gli strumenti proibiti proprio perché favorirebbero la criminalità.
L’attuale ban cinese, infatti, riguarda per ora solo il divieto di cambiare valuta fiat in criptovalute, e non l’utilizzo delle medesime. Le parole di Xi Jinping fanno ipotizzare che in futuro potrebbero essere presi invece anche provvedimenti in tal senso.
Inoltre, come rivela Dovey Wan, in Cina è andato in onda un programma televisivo su CCTV1, il canale ufficiale del Partito comunista cinese (PCC), secondo cui le criptovalute sono titoli non registrati, vanno considerate uno schema Ponzi e costituiscono pertanto una frode finanziaria.
JUST IN 🤭🤭🤭
Today CCTV1 (CCP official channel) featured another investigative work of “cryptocurrency” on 焦点访谈, which I would considered 60 minutes or even higher profile TV program
TL;DR – cryptocurrency is unregistered security, financial fraud and illegal ponzi pic.twitter.com/gLqIjXDsqI
— Dovey "Rug the fiat" Wan (@DoveyWan) November 18, 2019
Nel frattempo però la Cina sta per lanciare una sua valuta digitale di Stato, e lo stesso presidente si è detto molto favorevole allo sviluppo delle tecnologie basate su blockchain nel Paese.
Questo atteggiamento di così difficile lettura del paese assomiglia per certi versi a quello dell’India, dove ad esempio molti tentativi di porre un freno all’utilizzo delle criptovalute sono falliti.
Il problema probabilmente sta nel fatto che organi politici con grandi poteri fanno molta fatica a comprendere l’utilità e la portata rivoluzionaria delle tecnologie decentralizzate, tanto che gli stessi utilizzi che immaginano non sembrano affatto cogliere questa opportunità.
Sebbene cerchino di imporre una visione che considera blockchain un bene, e le criptovalute decentralizzate un male, non capiscono che senza criptovalute decentralizzate blockchain non è affatto una tecnologia rivoluzionaria o particolarmente innovativa.
Pertanto mettendo da parte la decentralizzazione queste tecnologie non saranno in grado di fare realmente la differenza.
Il fatto è che la decentralizzazione depotenzia lo Stato ed è proprio questo il motivo per cui è stata scelta come base per lo sviluppo delle criptovalute e spaventa i governi più autoritari. Tuttavia, la decentralizzazione rende le criptovalute inarrestabili, quindi quella dei governi autoritari contro le criptovalute decentralizzate, potrebbe rivelarsi una battaglia persa in partenza così come sta accadendo in India e così come in futuro potrebbe anche accadere in Cina.