Beam Foundation: un altro passo verso la decentralizzazione
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Beam Foundation: un altro passo verso la decentralizzazione

By Alfredo de Candia - 26 Nov 2019

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Beam ha comunicato ufficialmente di aver lanciato la Beam Foundation.

 L’annuncio arriva dopo 18 mesi dal lancio dell’azienda della crypto basata sul protocollo MimbleWimble come ulteriore passo verso la decentralizzazione in quanto, grazie alla creazione della fondazione, si deciderà come spendere i fondi allocati nel fondo treasury per continuare a supportare, promuovere e sviluppare il protocollo.

Il fondo treasury è composto dal 4% annuale delle crypto emesse nei prossimi 5 anni e quindi potrà vantare oltre 6 milioni di Beam che, al prezzo attuale, di $ 0,4 significa avere 2,5 milioni di dollari.

 Come spiegato nel post, la fondazione è stata registrata a Singapore perché il Paese offre, oltre ad una regolamentazione crypto-friendly, il vantaggio di essere un punto di incontro tra l’est e l’ovest e infatti numerose conferenze ed eventi del mondo crypto vengono organizzati  proprio in questa città-Stato.

A pieno regime la Beam Foundation potrà contare su 7 membri diversi, tra cui per il momento sono stati annunciati:

  • Guy Corem, CEO di Spondoolies-Tech e co-founder di DAG Labs;
  • Bo Dong, veterano delle crypto dal 2016 e CEO di Altonomy;
  • Ferdous Bhai, founder della piattaforma canadese YapCX e dell’exchange ChainRift;
  • Wilke Trei, matematico e miner.

I restanti 3 posti attualmente vacanti verranno riempiti successivamente e verranno valutati diversi nomi. Nel frattempo il COO di Beam, Amir AAronson, assumerà la carica di COO della Beam Foundation, che ha anche pubblicato una propria costituzione.

All’inizio i fondi saranno allocati al Beam Core Group, ma poi successivamente si aprirà un portale per tutti coloro che vorranno dare un proprio contributo e richiedere fondi per la loro propria attività basata su Beam.

Solo un paio di mesi fa Beam aveva effettuato un fork di aggiornamento della blockchain al fine di migliorarne la resistenza agli ASIC grazie al passaggio dall’algoritmo PoW (Proof of Work) Beam Hash I al Beam Hash II.

Alfredo de Candia
Alfredo de Candia

Android developer da oltre 8 anni sul playstore di Google con una decina di app, Alfredo a 21 anni ha scalato il Monte Fuji seguendo il detto "Chi scala il monte Fuji una volta nella vita è un uomo saggio, chi lo scala due volte è un pazzo". Tra le sue app troviamo un dizionario di giapponese, un database di spam e virus, il più completo database sui compleanni di serie Anime e Manga e un database sulle shitcoin. Miner della domenica, Alfredo ha una forte passione per le crypto ed è un fan di EOS.

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