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Facebook ed il possibile fallimento del progetto Libra
Facebook ed il possibile fallimento del progetto Libra
Criptovalute

Facebook ed il possibile fallimento del progetto Libra

By Marco Cavicchioli - 30 Dic 2019

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Qualche giorno fa il Presidente della Confederazione svizzera, Ueli Maurer, ha sostenuto l’avvenuto fallimento del progetto Libra di Facebook, almeno nella sua forma attuale. 

Queste dichiarazioni hanno una certa importanza proprio perché provengono da un politico di spicco della Svizzera, il paese in cui ha sede l’Associazione Libra. 

Inoltre Maurer è anche a capo del Dipartimento federale delle finanze (DFF) del paese elvetico, e questo fa di lui una persona sicuramente informata dei fatti. 

Il problema sollevato da Maurer risiede nel paniere di valute scelte come sottostante dei futuri token Libra, dollaro americano, euro, sterlina britannica, yen giapponese e dollaro di Singapore. 

A tal proposito, alla domanda esplicita riguardo le reali possibilità di Libra di sbarcare sul mercato, ha risposto: 

“Non credo, perché il paniere di valute che sostiene questa valuta non è accettato dalle banche nazionali. Il progetto con questo modello ha effettivamente fallito”.

Non ha aggiunto altro, ma il concetto espresso è chiaro, anche perchè Maurer non è il primo a sollevare questi dubbi. Infatti ad esempio anche durante l’ormai celebre audizione del direttore del progetto Libra al Senato degli USA venne sollevato il dubbio che la scelta di basare questa stablecoin su un paniere di valute non fosse buona. 

Tempo fa anche il co-fondatore di Wirex, Georgy Sokolov, ebbe modo di esprimere gli stessi dubbi durante un’intervista in esclusiva al Cryptonomist, spiegando che il problema in questo caso starebbe nel fatto che in questo modo ogni singola Banca Centrale dietro le cinque valute coinvolte avrebbe un motivo per considerare Libra una potenziale minaccia per la propria moneta. 

La soluzione potrebbe essere quella di non emettere un singolo token basato su un paniere di cinque valute, ma cinque token differenti basati ognuno su una singola valuta fiat. 

In questo modo si eliminerebbe la necessità di individuare e gestire un paniere di valute, anche se ovviamente l’emissione di cinque token al posto di un solo potrebbe complicarne non di poco l’utilizzo da parte degli utenti finali. 

L’Associazione Libra non si è ancora pronunciata in proposito, anche se il progetto pare comunque stia andando avanti. 

Su Twitter continuano a ripetere che non si tratta di una moneta, ma di un sistema di pagamento, e che lo lanceranno solo quando avranno l’approvazione di tutti gli enti regolatori coinvolti. Questo fa presumere che potrebbero essere anche disposti a modificare la natura stessa del progetto pur di portarlo a termine, cogliendo ad esempio i suggerimenti, impliciti o espliciti, di Ueli Maurer e Georgy Sokolov. 

Ultimamente ad esempio hanno scritto

“Il progetto Libra è supportato da una riserva creata per mantenere stabile il suo valore”. 

In questo tweet di poche settimane fa non c’è alcun accenno al paniere di valute, o al numero di valute in esso inserite, ma ci si riferisce solamente al concetto di base, cioè l’esistenza di un sottostante per stabilizzarne il valore. È troppo poco per affermare con certezza che siano consapevoli del problema, ma può suggerire che lo siano. 

Infatti senza le dovute approvazioni dei regolatori svizzeri il progetto Libra effettivamente ad oggi sarebbe fallito, quindi l’Associazione con sede a Ginevra non può assolutamente permettersi di ignorare le parole pronunciate da Maurer. Inoltre sostituire il paniere con cinque token supportati da singole valute renderebbe più accettabile il progetto anche agli stessi Stati Uniti d’America, dove molto probabilmente potrebbe avere la maggior diffusione. 

È quindi più che plausibile immaginare che l’Associazione Libra stia valutando il problema alla ricerca di possibili soluzioni, altrimenti, stando alle parole del Presidente della Confederazione svizzera, il progetto sembrerebbe effettivamente già fallito.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 11mila iscritti.

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