banner
L’ONU boicotta la conferenza sulle criptovalute in Corea del Nord
L’ONU boicotta la conferenza sulle criptovalute in Corea del Nord
Criptovalute

L’ONU boicotta la conferenza sulle criptovalute in Corea del Nord

By Eleonora Spagnolo - 15 Gen 2020

Chevron down

L’ONU intende boicottare la conferenza sulle criptovalute che si terrà a febbraio in Corea del Nord. A rivelarlo è Reuters secondo cui gli esperti delle sanzioni internazionali delle Nazioni Unite, in un report che sta per essere consegnato al consiglio di sicurezza dell’ONU, avrebbero invitato i partecipanti a non presenziare all’evento che si terrà dal 22 al 29 febbraio a Pyongyang.

Si tratta della seconda edizione della Pyongyang Blockchain and Cryptocurrency Conference. La prima si tenne lo scorso aprile e fu un successo di presenze, almeno stando al sito ufficiale, tanto che gli organizzatori hanno voluto replicare.

Tuttavia gli esperti dell’Onu sostengono che tra le materie in discussione ci sarà anche il tema di come le criptovalute siano utili per evitare le sanzioni e per fare riciclaggio di denaro. Per questo è necessario che i paesi di provenienza degli ospiti intervengano per prevenire qualunque intervento che possa aiutare in questo senso. 

Del resto, sostengono ancora dall’ONU, la Corea del Nord è stata in grado di raccogliere 2 miliardi di dollari da investire sulle armi di distruzione di massa usando un sistema di cyber-attacchi “diffusi e sofisticati” ai danni di banche ed exchange di criptovalute. Dunque, è opportuno vietare contributi in questo senso.

Vietato andare alla conferenza sulle criptovalute in Corea del Nord

C’è già un precedente di un developer di Ethereum arrestato per aver partecipato alla scorsa conferenza di aprile. Si tratta di Virgil Griffith, che secondo le autorità statunitensi, avrebbe viaggiato in Corea senza permesso, mentre il suo speech alla conferenza costituirebbe un’infrazione al divieto di fornire servizi alla repubblica nord-coreana, che devono essere autorizzati dagli Stati Uniti. 

In pratica l’accusa è quella di aver cospirato e violato l’International Emergency Economic Powers Act. Griffith avrebbe ricevuto un espresso divieto, ciò nonostante aveva comunque partecipato all’evento con un intervento dedicato alla tecnologia blockchain. 

Virgil Griffith fu arrestato a fine novembre 2019, è stato poi rilasciato su cauzione. All’epoca del suo arresto lo stesso Vitalik Buterin prese le sue difese. Prima del viaggio Virgil Griffith precisò che la sua era un’iniziativa personale e non andava a rappresentare la Ethereum Foundation. Quando fu arrestato Vitalik Buterin confermò questa versione e aggiunse:

“La mentalità geopolitica aperta è una virtù. È ammirabile andare tra un gruppo di persone che ci è stato detto sin dall’infanzia di essere il peggior nemico cattivo, e sentire ciò che hanno da dire. Il mondo sarebbe un posto migliore se più persone facessero lo stesso. Non penso che Virgil abbia fornito alla Corea del Nord qualche tipo di aiuto nel fare qualcosa di male. Ha condotto una presentazione basata su informazioni pubbliche disponibili sui software open source. Non c’era nessun tentativo di fare tutoraggio di hacking avanzato. E se ci fosse stato, la mia reazione contraria sarebbe stata ancora più forte”

Parole cadute nel vuoto, visto che il processo contro il developer andrà avanti e che ora le stesse Nazioni Unite scoraggiano la partecipazione all’evento nord-coreano.

Eleonora Spagnolo
Eleonora Spagnolo

Giornalista con la passione per il web e il mondo digitale. È laureata con lode in Editoria multimediale all’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in Web e Social Media Marketing.

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.