Votazioni su blockchain: è possibile?
Votazioni su blockchain: è possibile?
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Votazioni su blockchain: è possibile?

By Lorenzo Dalvit - 19 Gen 2020

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Sono anni che si parla di votazioni su blockchain. Grazie alla possibilità di firmare le transazioni e inserirle in maniera immutabile su un registro senza che esso possa essere controllato da nessuna autorità, le fantasie degli appassionati si sono scatenate.

La grande critica mossa a questo concetto è relativa alla necessità di garantire al suffragio un sufficiente grado di privacy sul voto, senza per questo permettere l’insorgere di meccanismi tipici del voto di scambio. 

Scollegare le votazioni dalla possibilità di comunicare a terzi il proprio operato senza ledere la garanzia che i cittadini abbiano votato nel loro pieno diritto non è cosa semplice. 

Problemi nei sistemi di voto basati su blockchain di prima generazione

La blockchain è un sistema per sua natura tracciabile: una volta collegato un indirizzo all’identità del proprietario esso ne racconta la sua storia.

In un tipico contesto elettorale con votazioni segrete, abbiamo bisogno di:

  • Segretezza forzata: un modo per ogni elettore di esprimere una votazione in segreto e nessuna possibilità di dimostrare come abbia votato.(per non essere influenzati indebitamente o corrotti);
  • Verificabilità individuale: un modo per ciascun elettore di ottenere la sicurezza che il proprio voto sia stato correttamente registrato e conteggiato;
  • Verificabilità globale: un modo per tutti di acquisire fiducia nel fatto che tutti i voti siano stati correttamente conteggiati e che solo gli elettori idonei abbiano votato.

Un database distribuito di tutti i voti espressi, in cui tutti vedono lo stesso stato del registro, sarebbe certamente utile per il punto 3, la verificabilità globale e in una certa misura per il punto 2, la verificabilità personale. 

Il punto 1 però non viene ancora rispettato.

Le ZK proof corrono in aiuto dei sistemi di voto

Per combinare la verificabilità personale con la segretezza forzata abbiamo bisogno di un meccanismo che dia ad ogni elettore la certezza sufficiente che il suo voto sia arrivato fino a destinazione, ma non così trasparente da poter dimostrare a qualcun’altro come egli abbia votato (voto di scambio).

Questo è un problema valido per le blockchain di prima generazione come quella di Bitcoin, ma sono state molto le sperimentazioni e le tecnologie messe in campo per rendere anonima la fonte del messaggio e quindi non riconducibile alla fonte il voto stesso.

Una fra tutte è la tecnologia collegata alle zero-knowledge proof – famosa per essere al centro del progetto di ZCash – criptovaluta nata per garantire massimo anonimato alle transazioni e quindi per celare il mandante di un messaggio.

Una transazione ZK appare sulla blockchain pubblica, quindi è noto che si è verificata e che le commissioni sono state pagate. Ma gli indirizzi, l’importo della transazione e il campo memo sono tutti crittografati e non visibili pubblicamente. 

L’uso della crittografia su una blockchain è possibile solo attraverso le ZKProof. Si veda per maggiori informazioni il sistema delle Zk-snarks di Zcash, applicate recentemente anche su Ethereum.

Problemi irrisolti per il voto on-line attraverso blockchain

Dovessimo risolvere il problema della segretezza e del voto di scambio resterebbero aperte alcune problematiche:

  • Governi stranieri potrebbero hackerare i sistemi informatici utilizzati dai governi per generare e distribuire credenziali crittografiche agli elettori;
  • Potrebbero corrompere i funzionari elettorali per fornire loro copie delle credenziali degli elettori;
  • Potrebbero hackerare i PC o gli smartphone utilizzati dagli elettori per esprimere il proprio voto;
  • Potrebbero inviare e-mail di phishing agli elettori per indurli a rivelare le loro credenziali di voto o semplicemente indurli a pensare di aver votato quando non lo hanno fatto;
  • Fiducia del popolo: alcune migliaia di elettori si fanno avanti per dire che intendevano votare per l’avversario ma il loro voto è stato invece registrato erroneamente. Senza tracciabilità e riconoscimento identitario sarebbe impossibile (attualmente in casi estremi si riconta).

Una proprietà importante per un’elezione è la finalità, si necessita di un processo ben compreso che renda le persone fiduciose nel risultato.

Il processo basato su carta utilizzato nella maggior parte degli stati oggi non è perfetto, ma è abbastanza buono rispetto ai punti elencati. 

Ogni voto è registrato su una scheda elettorale disponibile per chiunque. Tutti capiscono come funzionano le schede di carta. Le persone possono osservare il processo di conteggio dei voti per verificare che nessun voto sia stato modificato, quindi il processo non solo tipicamente porta a un conteggio accurato dei voti delle persone, ma crea anche fiducia del pubblico nell’integrità del risultato.

Le votazioni su di blockchain sarebbe difficile da far accettare. Quasi nessuno capisce come funziona una blockchain. Persino gli esperti non hanno un buon modo per osservare il processo di voto online per le irregolarità, come invece farebbe un osservatore elettorale in una tradizionale elezione cartacea. 

Un elettore potrebbe essere in grado di utilizzare la sua chiave privata per verificare come il suo voto è stato registrato ma, supponendo che questo non porti al voto di scambio, egli non avrebbe nessun modo per dimostrare di aver votato differentemente in caso di dubbio.

Sistema di votazione in blockchain: un caso concreto di sperimentazione

Nonostante questo, la Virginia Occidentale, per esempio, sta sperimentando tramite una società chiamata Voatz, un sistema basato su blockchain per consentire ai militari d’oltremare di votare tramite i loro telefoni cellulari. 

La blockchain autorizzata di Voatz è costruita utilizzando il framework blockchain HyperLedger creato inizialmente da IBM, ora supportato dalla fondazione Linux. Questo tipo di blockchain è nettamente diverso dai framework blockchain permissionless come Bitcoin. 

Per partecipare alla validazione della blockchain è necessario innanzitutto verificare un elettore o un revisore. Nel pilot vengono utilizzati da 4 a 16 nodi di convalida verificati, suddivisi tra più provider di cloud, ognuno dei quali distribuito geograficamente. In futuro, il Segretario di Stato o un Consiglio elettorale statale indipendente può aumentare il numero di nodi e designare quali organizzazioni (ad esempio partiti politici, università, media, ONG, organizzazioni non profit, revisori dei conti, ecc.) possono partecipare alla blockchain come verificatori.

Voatz nasce dopo aver vinto un hackathon ed è stato fondata da esperti di sicurezza informatica e tecnologia mobile. Hanno condotto 54 elezioni di successo (pubbliche e private) negli ultimi 3 anni, alcune delle quali hanno comportato tentativi di hack che sono stati contrastati in tempo reale.

Cosa ci attende

Forse a livello governativo non siamo pronti ad una democrazia diretta in cui il voto on-line ci permetta di esprimerci più spesso garantendo i nostri diritti in un sistema sicuro. 

Risulta chiaro però ciò che sta’ accadendo con la governance di alcuni progetti blockchain come MakerDao, Tezos e Cosmos. Le Decentralized Autonomous Organization – DAO – sono il seme di un futuro in cui le dinamiche bottom-up – dal basso verso l’alto – potrebbero diventare la norma anche nei sistemi decisionali più tradizionali.

 

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Lorenzo Dalvit

Chief Operations Officer presso Deepit AG

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