Una regolamentazione globale delle criptovalute è possibile?
Una regolamentazione globale delle criptovalute è possibile?
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Una regolamentazione globale delle criptovalute è possibile?

By Giorgi Mikhelidze - 29 Feb 2020

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Gli asset crypto sono diventati più popolari negli ultimi anni e questa crescente notorietà ha spinto alla necessità di una regolamentazione globale delle criptovalute. Le regolamentazioni non sono necessariamente negative se si considera che possono garantire una maggiore sicurezza nell’uso delle criptovalute. Tuttavia, avere la stessa regolamentazione per migliaia di diverse compagnie crypto può essere una vera e propria sfida. 

Le regolamentazioni possono offrire condizioni migliori sia alle aziende che agli utenti regolari. Ci sono molti esempi di regolamentazioni che funzionano bene in molti paesi, ma ciò non significa che le regolamentazioni che funzionano per un paese possano avere successo in un altro. 

Regolamentazione crypto in Australia

Prima del 2017, le criptovalute erano sottoposte a doppia tassazione ai sensi dell’imposta australiana su beni e servizi. Da quando sono state introdotte le nuove norme, il governo australiano ha dichiarato che le criptovalute dovevano essere trattate come proprietà e soggette a un’imposta sulla plusvalenza. Questo atteggiamento progressista nei confronti delle crypto crea un ambiente più equo rispetto a prima. 

Nel 2018 è stato annunciato che l’Australia stava lavorando anche su altre normative. Le nuove regolamentazioni richiedono alle compagnie crypto di registrarsi come AUSTRAC. Inoltre devono identificare e verificare gli utenti, mantenere i registri e rispettare gli obblighi di antiriciclaggio (AML) e di lotta al finanziamento del terrorismo (CFT). 

Queste normative funzionano molto bene in Australia, ma dire che avrebbero lo stesso successo in altri paesi è impossibile. Questo mercato è molto vario in tutto il mondo e questo rende difficile trovare un’unica regolamentazione globale per le criptovalute. 

Regolamentazione USA

Ad esempio, le normative negli Stati Uniti variano da uno stato all’altro. Anche la descrizione delle crypto è differente a seconda degli stati. Quindi, avere una regolamentazione universale in questo caso non avrebbe alcun senso. Il Dipartimento di Giustizia lavora molto duramente con la SEC e la CFTC per trovare regole che possano garantire la sicurezza dei consumatori. 

Canada

Il Canada ha un atteggiamento molto più confuso nei confronti delle crypto. Non è una moneta a corso legale, ma è comunque possibile scambiare legalmente la valuta. A partire dal 1° giugno, tutti gli scambi dovranno essere registrati presso il Centro di analisi delle transazioni e dei rapporti finanziari del Canada, FINTRAC. 

Giappone

In Giappone, le criptovalute sono del tutto legali e, proprio come in Australia, sono trattate come beni di proprietà. Tuttavia, occorre tenere presente che il Giappone è considerato uno dei paesi più progressisti per quanto riguarda le crypto. Il Giappone è uno dei più grandi mercati crypto del mondo, e nel 2017 è stato stabilito che le criptovalute sarebbero state categorizzate come entrate varie e la tassa sarebbe stata del 15%-55%.

C’è un contesto molto amichevole per le crypto in Giappone, ma le crescenti preoccupazioni in materia di antiriciclaggio potrebbero portare a ulteriori regolamentazioni nel paese. Inoltre, dopo i colloqui tra gli exchange e la FSA, è stato messo in atto un accordo. Un organismo di autoregolamentazione sarà formato in Giappone. La Japanese Virtual Currency Exchange Association, JVCEA, sarà la prima del suo genere al mondo. Questo assicurerà un ulteriore sviluppo delle criptovalute non solo nel paese ma anche nella regione. 

Svizzera 

Le criptovalute sono legali in Svizzera e, in alcuni contesti, sono anche accettate come metodi di pagamento. Anche lo scambio di tali valute è legale, ma è regolato dall’AFC. L’Amministrazione Federale delle Contribuzioni considera le criptovalute come patrimonio. Esse sono soggette all’imposta svizzera sul patrimonio. I cittadini devono dichiararle durante la dichiarazione dei redditi annuale. 

Per poter operare, gli exchange crypto devono ottenere un’autorizzazione dall’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari (FINMA). Per il futuro, il governo svizzero ha dichiarato che il Paese intende continuare a mantenere il proprio atteggiamento amichevole nei confronti delle crypto. Il governo si impegna a fondo anche per incoraggiare le innovazioni della tecnologia blockchain. 

Corea del Sud 

Per quanto riguarda la Corea del Sud, le crypto non sono considerate come moneta a corso legale, ma è comunque possibile scambiarle sotto il sistema di regolamentazione strettamente monitorato. Attualmente, non sono considerate né valuta né attività finanziarie, quindi le transazioni crypto sono esenti da tasse. 

Il Ministero della Strategia e delle Finanze, tuttavia, ha annunciato che stanno lavorando ad un nuovo sistema di tassazione e a partire dal 2020 le transazioni crypto potrebbero essere tassate. 

Data la diversità di atteggiamento nei confronti delle criptovalute da parte di diversi paesi, è quasi impossibile avere una regolamentazione globale. Non è mai una buona idea prendere una regolamentazione o parte di essa da un paese e cercare di adattarla a un altro, in quanto non si sa mai come funzionerà con le legislazioni specifiche. 

Il mercato crypto è ancora in fase di sviluppo e sta cambiando molto velocemente. Trovare la migliore regolamentazione è fondamentale poiché può essere d’intralcio allo sviluppo. Comprendere il mercato mondiale è ciò che può aiutare per quanto riguarda le criptovalute. 

La regolamentazione crypto non deve essere per forza una cosa negativa, e l’Australia ne è uno dei migliori esempi. Molti paesi possono imparare dalle normative adottate dall’Australia, ma usare le loro normative per i propri mercati non è un’idea razionale. Avere le stesse regole per paesi come l’Australia, il Giappone, gli Stati Uniti e molti altri non è logico e non funzionerebbe. 

 

Giorgi Mikhelidze
Giorgi Mikhelidze

Giorgi è un software developer che vive in Georgia con due anni di esperienza nel trading sui mercati finanziari. Ora lavora per aumentare la conoscenza della Blockchain nel suo Paese e cerca di condividere le sue scoperte e ricerche con quanta più gente possibile.

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