Jeffrey Tucker e Peter Schiff: Covid19, crisi del debito e Bitcoin bloccato dai dev
Jeffrey Tucker e Peter Schiff: Covid19, crisi del debito e Bitcoin bloccato dai dev
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Jeffrey Tucker e Peter Schiff: Covid19, crisi del debito e Bitcoin bloccato dai dev

By Lorenzo Dalvit - 16 Mar 2020

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Intervistati sul canale internazionale RT, Jeffrey Tucker e  Peter Schiff discutono sugli effetti del Covid19 sull’economia americana e sul ruolo di Bitcoin

Jeffrey Tucker colpevolizza i dev core di Bitcoin per non aver permesso al protocollo di scalare:

“Bitcoin non sta performando bene perchè gli sviluppatori core hanno perso tempo e non hanno voluto seguire la strada indicata da Satoshi Nakamoto. L’Hodl per sempre non è una tecnica che paga.”

Tucker, direttore editoriale dell American Institute for Economic Research è un libertario ed economista della Scuola economica austriaca, ha sempre patteggiato per Bitcoin e ne ha tessuto le lodi fino ad oggi. 

I suoi dubbi nascono dalla consapevolezza che senza un utilizzo come mezzo di scambio, Bitcoin non riuscirà mai a soddisfare i requisiti tecnico economici per il successo.

Tucker insiste nell’osservare gli effetti negativi delle scelte governative americane applicate da Trump dichiarando:

“Questo blocco totale sta causando un panico che porta le persone ha cercare la risorsa più liquida al momento, il cash.”

Secondo l’economista, né Bitcoin né l’oro possono competere con il cash in momenti come questo. La reazione di panico porta le persone a disinvestire, convertire in moneta liquida nell’attesa che le acque si calmino.

Peter Schiff, invece, attacca la politica degli stimoli fiscali, la Fed, e non risparmia i suoi attacchi contro Bitcoin:

“Non è del virus che la gente dovrebbe preoccuparsi ma per il collasso della bolle del debito pubblico. Bitcoin non è un mezzo di scambio, la narrativa del digital gold ha fallito”.

Peter Schiff ha ripetutamente espresso opinioni rialziste sugli investimenti a lungo termine in azioni e valute estere in paesi con solide politiche fiscali e monetarie, nonché materie prime globali tra cui metalli preziosi fisici, e ha espresso opinioni ribassiste sull’economia statunitense e sul dollaro USA. 

Famoso anche per aver trovato forti difficoltà ad usare un wallet Bitcoin, Peter si dimostra ancora una volta scettico.

La sua interpretazione è quella per la quale gli stimoli fiscali e l’inevitabile stampa di nuova moneta da essi causata, siano il vero problema che affronteremo.

La quantità di moneta in circolazione sarà altissima e l’offerta di beni molto bassa. I prezzi dei beni potrebbero subire un forte aumento.

Gli stimoli artificiali si pagano, Covid19 è un problema sanitario ed economico ma ha dato il via ad un problema latente che era quello del credito.

Le posizioni debitorie dei paesi stanno raggiungendo livelli inaccettabili.

Le misure di quantitative easing messe in campo dalla Federal reserve spaventano molti economisti e spianano la strada ad una maggior attenzione alle criptovalute.

Nonostante le difficoltà sottolineate dai due libertari, le caratteristiche paradigmatiche di questa tecnologia, dopo il panico, potrebbero essere apprezzate dai mercati e offrire un alternativa.

La narrativa legata al settore non va pesata nei momenti di panico ma si rafforzerà nel momento in cui gli effetti di questa crisi si paleseranno maggiormente e le persone uscite dalle dinamiche di paura si troveranno a fare i conti con i risultati.

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Lorenzo Dalvit

Educatore appassionato di Blockchain, esperto di vendite e marketing, social community manager, direttore artistico, musicista, amante dei paradigmi dirompenti e della vita. Le mie competenze riguardano l'interazione e la connessione umana

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