I consulenti finanziari sostengono il Crypto-Currency Act
I consulenti finanziari sostengono il Crypto-Currency Act
Regolamentazione

I consulenti finanziari sostengono il Crypto-Currency Act

By Marco Cavicchioli - 20 Mar 2020

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I consulenti finanziari statunitensi sostengono il Crypto-Currency Act del 2020 e temono che l’ostruzionismo dei player del settore possa mettere i bastoni fra le ruote alla sua approvazione. 

Il Crypto-Currency Act è stato promosso dal deputato dell’Arizona Paul Gosar e propone un ampio quadro di classificazione per le criptovalute e gli asset digitali, assegnando al tempo stesso ad un’agenzia federale già esistente il compito di sorvegliarne i mercati. 

L’obiettivo dei suoi promotori sarebbe quello di riportare le criptovalute in un ambito regolamentato. 

Tuttavia, questa proposta non è stata accolta molto calorosamente dal settore crypto americano, che o l’ha snobbata, o l’ha criticata. Al contrario, per i consulenti finanziari e le istituzioni queste nuove norme sarebbero un passo avanti verso la legittimazione degli asset digitali come una valida alternativa per gli investitori. 

Proprio questa fredda accoglienza ha suscitato una certa delusione tra i consulenti per gli investimento, che hanno espresso preoccupazioni per il fatto che questo possa significare un’opposizione da parte della lobby crypto all’approvazione del Crypto-Currency Act. 

Ad esempio il CEO di Sarson Funds, John Sarson, ha dichiarato

“Siamo rimasti delusi dal fatto che la copertura da parte di CoinDesk non abbia rappresentato in modo accurato un ampio sentimento in questo settore”. 

Inoltre, ha fatto notare che invece il gruppo Blockchain Insider, ovvero un forum composto dai 100 professionisti del mondo delle criptovalute, abbia sostenuto con entusiasmo la legislazione.

Anzi, rivela che la Blockchain Association, un’altra organizzazione che si definisce la “voce unificata della blockchain” e supportata dalla stessa società che possiede Coindesk (Digital Currency Group), in realtà sta promuovendo una propria proposta di legge sulle criptovalute, chiamata The Token Taxonomy Act, attualmente bloccata in commissione. 

Jahon Jamali, Managing Partner di Sarson Funds, ha aggiunto: 

“Deve esserci un certo livello di trasparenza nelle blockchain degli asset digitali. Il Dipartimento del Tesoro segue in modo arcaico le banconote da un dollaro per le attività antifrode, antiterrorismo e antiriciclaggio, attività che danneggiano la nostra società e indeboliscono il mercato. Gli investitori seri devono sapere che tali garanzie esistono anche con le criptovalute e nel sistema finanziario americano. Mentre le altre nazioni approvano la legislazione per normalizzare gli asset digitali, la nostra indigenza nell’abbracciare le criptovalute sta diventando una preoccupazione fondamentale per la sicurezza nazionale. Le guerre blockchain sono iniziate e la Cina sta vincendo”. 

A dire il vero, questo sembra più uno scontro tra lobby, tutto interno alla politica americana, che non un vero e proprio confronto serio su come converrebbe eventualmente regolamentare gli asset digitali ad esempio per proteggere i consumatori o gli investitori retail. 

Infatti, in genere le lobby fanno i loro interessi, e non certo quelli dei cittadini, pertanto queste polemiche sembrano far fondamentalmente solo parte del gioco delle parti per cercare di condizionare in un modo, o nell’altro, la stesura di queste norme.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 25mila iscritti.

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