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Per Roubini si rischia una recessione globale più grande del 1929
Per Roubini si rischia una recessione globale più grande del 1929
Fintech

Per Roubini si rischia una recessione globale più grande del 1929

By Marco Cavicchioli - 24 Mar 2020

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Nel suo ultimo articolo, Nouriel Roubini ha ipotizzato una recessione globale maggiore di quella del 2008, ma anche della Grande Depressione del 1929. 

Ha chiamato questo scenario “Greater Depression”, proprio per evidenziare che potrebbe trattarsi di una depressione ancora più grande di quella conosciuta come la “Great Depression” del secolo scorso. 

Secondo Roubini, la pandemia di Covid-19 sta sfuggendo al controllo ed a questo punto la conseguente recessione sarà più profonda di quella successiva alla crisi finanziaria del 2008. 

Anzi, a causa di una “risposta politica imperfetta”, le probabilità di una recessione di molto peggiore stanno aumentando di giorno in giorno.

In realtà, ad esempio la Cina, dopo due mesi di emergenza, si appresta a tornare alla normalità, con ad esempio l’indice della borsa di Shanghai in recupero rispetto al picco minimo toccato il 19 marzo e quasi tornato ai livelli del 3 febbraio, senza essere mai sceso sotto i minimi di dicembre 2018. 

Roubini fa notare che lo shock per l’economia globale dovuto alla pandemia è stato più veloce e più grave della crisi finanziaria globale del 2008, e persino della Grande Depressione del 1929. 

In questi due episodi i mercati azionari crollarono del 50% o più, ma in circa tre anni, mentre questa volta sono bastate tre settimane. 

A dire il vero, ad esempio l’indice S&P 500 oggi si attesta su circa 2.360 punti, contro un massimo di circa 3.380 fatto registrare più di un mese fa, il 19 febbraio 2020, con una perdita del 30%. 

Pertanto, la perdita del 50% in tre settimane per questo indice non si è verificata. 

Anche per il Dow Jones Industrial la dinamica è stata simile, pertanto, perlomeno per quanto riguarda la borsa americana, lo scenario descritto da Roubini non sembra corretto. 

Tuttavia, fa notare che ad inizio marzo in 15 giorni il mercato azionario statunitense ha perso il 20%, il calo più veloce di sempre, e gli spread del credito sono saliti ai livelli del 2008. 

Inoltre le principali società finanziarie come Goldman Sachs, JP Morgan e Morgan Stanley prevedono che il PIL degli USA diminuirà del 6% nel primo trimestre del 2020 e dal 24% al 30% nel secondo, con il tasso di disoccupazione che potrebbe anche salire alle stelle, ovvero sopra il 20%. 

A questo punto scrive: 

“Ogni componente della domanda aggregata – consumi, spese in conto capitale, esportazioni – è in caduta libera senza precedenti. Mentre la maggior parte dei commentatori self-service hanno anticipato una recessione a forma di V – con una produzione in forte calo per un quarto e poi un rapido recupero del successivo – ora dovrebbe essere chiaro che la crisi del COVID-19 è completamente diversa. La contrazione attualmente in atto sembra non essere né a V né a U né a L (una forte recessione seguita da un ristagno). Piuttosto, sembra un I: una linea verticale che rappresenta i mercati finanziari e il crollo dell’economia reale”. 

Uno scenario simile, che tuttavia non sembra essere condiviso da altri analisti autorevoli, sarebbe in effetti peggiore anche a quello della Grande Depressione e della Seconda Guerra Mondiale, ma in realtà ad oggi questa sembra essere solamente una delle varie ipotesi possibili e non quella più plausibile. 

Per quanto riguarda le politiche monetarie, l’economista spiega che in meno di un mese si è fatto quello che fu fatto in 3 anni durante la grande crisi finanziaria del 2008 e che i governi dovrebbero distribuire massicci stimoli fiscali, anche attraverso il cosiddetto helicopter money e dovranno essere pienamente monetizzati. 

Se fossero finanziati attraverso il debito pubblico i tassi di interesse aumenterebbero drasticamente e la ripresa sarebbe soffocata nella culla. 

Inoltre, Roubini sostiene che la risposta della sanità pubblica alla pandemie nelle economie avanzate sia stata molto al di sotto di ciò che sarebbe necessario per contenerla, mentre il pacchetto di politiche fiscali attualmente in discussione non sarebbe né sufficientemente ampio, né abbastanza rapido da creare le condizioni per un recupero tempestivo. 

Per questi motivi ritiene che vi sia il rischio di una Greater Depression, peggiore dell’originale del 1929.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 11mila iscritti.

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