Quantitative easing e digital dollar: l’effetto su Bitcoin
Quantitative easing e digital dollar: l’effetto su Bitcoin
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Quantitative easing e digital dollar: l’effetto su Bitcoin

By Eleonora Spagnolo - 25 Mar 2020

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L’annuncio della Fed di un quantitative easing illimitato, seguito da un maxi piano di stimolo fiscale, hanno contribuito a far rimbalzare ieri i mercati azionari di tutto il mondo e sono sembrati uno stimolo anche per bitcoin (BTC). Il mercato delle criptovalute ne ha risentito positivamente. 

Quella di ieri è stata una delle migliori giornate degli ultimi anni per i mercati tradizionali. Piazza Affari ha segnato +9%, bene anche Parigi +8%, meglio ancora Francoforte + 11%, Londra si “ferma” a +9% come Milano. Fanno bene anche le borse di oltre oceano, con Wall Street +9%, e le piazze asiatiche, dove svetta Tokyo, +7%. 

È stata una giornata positiva anche per le criptovalute, trascinata da bitcoin che è tornato ad un passo da 7.000 dollari, per poi attestarsi oggi in area 6.800. 

Il Quantitative Easing per acquistare bitcoin

Per Simon Peters, analista ed esperto di criptovalute di eToro, piattaforma di investimento multi asset, il quantitative easing americano spingerà ad acquistare bitcoin per proteggersi dall’inflazione:

“Il bitcoin è aumentato dell’11% ieri, attestandosi a circa 6.700 dollari, in seguito all’annuncio della Federal Reserve americana sul QE illimitato per contribuire a ridurre l’impatto economico della pandemia di Covid-19. Il Quantitative Easing pompa miliardi di dollari sul mercato, quindi alcuni investitori potrebbero pensare che il Dollaro perderà il suo valore e stanno investendo in Bitcoin per proteggersi dall’inflazione. Le criptovalute sono state usate in modo simile in altre economie afflitte da iperinflazione, come Venezuela e Argentina”.

Per Peters è ancora presto per essere eccessivamente ottimistici.

“A seguito delle sue precedenti cadute prezzo, Bitcoin si è andato stabilizzando e si è mantenuto sopra la cifra di  5.800-6.000 dollari in diverse occasioni nell’ultima settimana, quindi è abbastanza probabile che potremmo tornare a vedere valori di 7.000 dollari nei prossimi giorni. Tuttavia, dovremo vedere se i mercati avranno abbastanza slancio per andare oltre e mantenersi al di sopra di questa soglia, o se invece ci sarà un ulteriore arretramento dei prezzi”.

La proposta del digital dollar

Nel frattempo, la crisi economica scatenata dal Coronavirus ha accelerato il progetto del digital dollar negli Stati Uniti. Non è più solo un’idea della Fed ma anche un progetto di legge avanzato direttamente dalla speaker della Camera Nancy Pelosi

Anche questo potrebbe essere un beneficio per Bitcoin. Per Anthony Pompliano il dollaro digitale sarà una scelta inevitabile per far fronte alla concorrenza dello Yuan cinese digitale, che è in dirittura d’arrivo

Ciò nonostante, una volta che le monete saranno digitali, la concorrenza non sarà tra un dollaro digitale e un dollaro “cartaceo” ma tra differenti politiche monetarie e in questo scenario, bitcoin sarà preferito per le sue caratteristiche tra le quali quella di essere decentralizzato. 

Sheila Warren, head of blockchain, digital currency, e data policy del World Economic Forum così spiega lo scenario che potrebbe aprirsi: 

“Mentre è sempre emozionante vedere l’apertura all’innovazione da parte del governo degli Stati Uniti, una tale iniziativa richiederebbe un’attenta considerazione dell’identità e della sicurezza digitale e richiederebbe un impegno intersettoriale, anche da parte della società civile e di esperti tecnici al di fuori del sistema finanziario”. 

Dunque un dollaro digitale ha sicuramente degli aspetti da monitorare con attenzione, soprattutto sul fronte della sicurezza. Non è la soluzione a tutti i problemi, spiega Sheila Warren, anche se è un passo in avanti per l’innovazione:

“Il caso d’uso di una moneta digitale della Banca Centrale degli Stati Uniti non è del tutto chiaro, e una CBDC in qualsiasi paese non è una soluzione ai problemi dell’inclusione finanziaria, che sono profondamente complessi. D’altra parte, una maggiore digitalizzazione dell’economia potrebbe portare a una risposta più rapida agli stimoli e consentire di essere pronti per future crisi. Nel complesso, è incoraggiante vedere ulteriori prove che il governo sta prestando molta attenzione allo spazio tecnologico e sta esplorando l’idoneità allo scopo”.

 

Eleonora Spagnolo
Eleonora Spagnolo

Giornalista con la passione per il web e il mondo digitale. È laureata con lode in Editoria multimediale all’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in Web e Social Media Marketing.

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