I contratti per il cloud mining di bitcoin
I contratti per il cloud mining di bitcoin
Bitcoin

I contratti per il cloud mining di bitcoin

By Marco Cavicchioli - 31 Mag 2020

Chevron down

Esistono in commercio dei contratti, chiamati di “cloud mining“, che consentono di partecipare al mining di bitcoin senza doverlo effettuare. 

Infatti il mining di bitcoin ormai è fin troppo impegnativo, richiede molte risorse, consuma molta energia elettrica, e spesso non risulta essere nemmeno redditizio. 

In particolare proprio la redditività del mining è ai minimi di sempre, dopo il terzo dimezzamento del premio per minare i blocchi della blockchain di Bitcoin, avvenuto l’11 maggio 2020. 

Pertanto non solo minare bitcoin al giorno d’oggi non è facile, ma rischia di essere anche molto costoso e poco redditizio. Anzi, qualora si utilizzasse energia elettrica a costo non basso, si rischia persino di farlo in perdita. 

Questo significa che si riesce a minare bitcoin con profitto solo laddove si può sfrutta energia elettrica a basso costo. 

Inoltre per poter minare sono necessari investimenti in appositi macchinari dal costo di migliaia di dollari, tanto che i miner spesso si finanziano gli acquisti di questi macchinari ricorrendo a prestiti. 

Uno dei vari modi per ottenere prestiti a basso rischio è quello di vendere dei contratti di cloud mining. 

Questi contratti di fatto scaricano il rischio dell’investimento sull’utente che li sottoscrive, in cambio di una parte degli eventuali profitti. 

Per molte persone, che non dispongono dell’attrezzatura adatta, delle necessarie competenze, e di energia elettrica a basso costo, i contratti di cloud mining sono l’unico modo per partecipare al mining, seppur solo indirettamente, limitandosi ad investire il proprio capitale ed impostare le macchine.  

Si presentano come dei contratti di noleggio dell’attrezzatura per minare, e della gestione della medesima, in cambio degli eventuali profitti. 

Pertanto in questo modo chi possiede e gestisce l’attrezzatura non incassa direttamente ciò che può guadagnare con il mining, ma incassa un canone fisso, lasciando al cliente il rischio e gli eventuali guadagni. 

Come è facile intuire, questo genere di servizio si presta facilmente anche a pratiche illecite, visto che il cliente che investe noleggiando questa attrezzatura, non solo non ha accesso alla medesima, ma spesso non può nemmeno controllare che venga utilizzata effettivamente per minare. 

In fondo, visto che il fornitore incassa un canone fisso, e non ha nemmeno necessariamente bisogno di riuscire a minare bitcoin per guadagnare, potrebbe anche decidere di comportarsi in modo delinquenziale e limitarsi ad incassare il canone promettendo guadagni che poi magari non arrivano mai. 

Per questo motivo non sono molte le aziende serie che offrono contratti di cloud mining legittimi. 

In particolare qualora il fornitore scarichi sul cliente per intero il rischio dell’attività di mining, ovvero lasciandogli il 100% degli incassi, è possibile dubitare che abbia reale interesse a far funzionare al meglio le macchine. 

Inoltre se promette guadagni elevati, in cambio di investimenti limitati, molto probabilmente mente, suggerendo un comportamento disonesto. 

Aziende che forniscono cloud mining di Bitcoin

Detto questo, esistono alcune aziende che forniscono contratti di cloud mining di bitcoin che sono note per fornire un servizio serio. 

Probabilmente la più famosa è Genesis Mining, che consente di minare bitcoin ed altcoin con pagamenti giornalieri. 

Un’altra molto nota è Hash Flare, che offre apparecchiature efficienti e pagamenti entro 24 ore. 

Una delle più recenti sbarcate sul mercato è CryptoMining Farm, mentre altre sono Hashnest, BitCoin Pool, Eobot, MinerGate Cloud Mining, Hashing24 e NuVoo Mining. 

Come funziona il cloud mining

L’utente, una volta sottoscritto il contratto e versato l’investimento richiesto, deve impostare i parametri di funzionamento delle macchine tramite un’apposita interfaccia messa a disposizione dal gestore dell’hardware, e a seconda dei parametri impostati le macchine inizieranno ad operare. 

Questo fa sì che sia l’utente ad impostare le macchine affinché funzionino al meglio, mentre il gestore dell’hardware si limita ad occuparsi del funzionamento fisico delle medesime. Pertanto il fornitore del servizio incassa il canone di noleggio, a prescindere dai risultati ottenuti dalle sue macchine, mentre l’utente si prende la responsabilità delle loro impostazioni, ed il rischio legato all’investimento, in cambio degli eventuali introiti generati dall’attività di mining. 

È comunque richiesta una certa competenza tecnica all’utente che decide di sottoscrivere uno di questo contratti, perché gli introiti che può generare dipendono in larga misura dalle impostazioni delle macchine.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 25mila iscritti.

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.