Wasabi: il wallet bitcoin sotto osservazione dell’Europol
Wasabi: il wallet bitcoin sotto osservazione dell’Europol
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Wasabi: il wallet bitcoin sotto osservazione dell’Europol

By Marco Cavicchioli - 5 Giu 2020

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L’Europol ha messo sotto osservazione il noto wallet bitcoin Wasabi. 

Questo è quanto si legge in un apposito report redatto dalla stessa agenzia dell’Unione Europea per la cooperazione giudiziaria, detta Europol e destinato alle forze dell’ordine dei Paesi UE. 

In particolare, in questo rapporto si legge che l’Europol Cybercrime Center (EC3) ha notato un crescente numero di indagini che coinvolgono questo wallet. 

EC3 evidenzia che Wasabi viene utilizzato per anonimizzare le transazioni bitcoin utilizzando CoinJoin, insieme a TOR, in modo da sfuggire alle leggi come la AMLD5. 

Anzi ammette esplicitamente che le persone che riescono ad usare correttamente questo wallet hanno un’elevata probabilità di non essere rilevati. 

Per rendere “demixabili” le transazioni effettuate con Wasabi l’utente dovrebbe commettere un errore, ma in futuro potrebbe essere possibile farlo anche in altri modi. 

Ad esempio, l’agenzia olandese di investigazione sui crimini finanziari, FIOD, ha iniziato una ricerca che si sta rivelando promettente in merito al mixaggio delle transazioni con Wasabi. 

Il fatto è che, secondo l’Europol, l’utilizzo di questo wallet sarebbe così popolare da suscitare il loro interesse. 

Non si tratterebbe quindi più di un utilizzo limitato ad una manciata di nerd, come in passato, tanto che secondo dati forniti da Chainalysis sui wallet Wasabi sparsi in giro per il mondo ci sarebbero oltre 110.000 BTC, ovvero più di 1 miliardo di dollari. 

A marzo inoltre si sarebbe verificata un’impennata dal suo utilizzo, con quasi 50 milioni di dollari in BTC depositati su indirizzi di wallet wasabi in tre settimane. 

La cosa curiosa è che lo stesso EC3 afferma in questo report che si stima che le transazioni bitcoin legate al dark web sarebbero solamente l’1% del totale. 

Il CEO di zkSNACKs, ovvero la società dietro il portafoglio Wasabi, Gergely Hajdu, ha commentato dicendo: 

“Sapevamo già che stavamo fornendo una sicurezza eccezionale ai nostri utenti, ma la loro conferma è sicuramente rassicurante”. 

Visto che le transazioni on-chain di bitcoin sono tutte pubbliche, l’unico modo per proteggere la propria privacy è che siano anonime. 

Tuttavia, esistono diverse tecniche di deanonimizzazione, spesso legate al fatto che le azioni di compravendita sugli exchange centralizzati non lo sono affatto. 

Grazie alla CoinJoin è possibile mixare insieme molte transazioni di molti utenti diversi, in modo da rendere molto difficile il tracciamento, e quindi la deanonimizzazione. Wasabi è sicuramente uno dei wallet più utilizzati al mondo per questi scopi, pertanto non è un caso che sia finito sotto l’osservazione delle agenzie pubbliche che monitorano il dark web.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 11mila iscritti.

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