Bitcoin, Russ Medlin di Bitclub Network arrestato in Indonesia
Bitcoin, Russ Medlin di Bitclub Network arrestato in Indonesia
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Bitcoin, Russ Medlin di Bitclub Network arrestato in Indonesia

By Eleonora Spagnolo - 16 Giu 2020

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Russ Medlin, noto per aver creato il sistema di mining Bitcoin di Bitclub Network, è stato arrestato a Giacarta, in Indonesia. 

Lo rivela Reuters. Ma secondo l’agenzia di stampa internazionale in realtà lo scam con protagonista Bitcoin questa volta non c’entra. Su di lui infatti pende grave l’accusa di aver commesso crimini sessuali su minori. 

Russ Albert Medlin è stato arrestato nel suo residence dalla polizia locale che prima di intraprendere l’azione avrebbe interrogato tre minori. 

La legge di protezione minorile prevede per questo genere di reati anche 15 anni di carcere. Tuttavia, Russ Medlin era anche ricercato dall’FBI degli Stati Uniti, per lui dunque non si esclude l’estradizione.

Bitclub Network, una truffa da 720 milioni di dollari

Le autorità statunitensi hanno bollato il caso di BitClub Network come uno schema Ponzi. Lo scorso dicembre nel New Jersey tre persone furono arrestate e incarcerate con l’accusa di truffa e di aver venduto securities pur non essendo registrati. All’epoca però due persone erano latitanti, e una era proprio Russ Medlin

Secondo la ricostruzione della procura statunitense, tramite Bitclub Network le persone arrestate convincevano ignari ad investire dei soldi in mining pool di Bitcoin con la promessa di guadagni in criptovalute. In più gli stessi investitori guadagnavano se reclutavano nuove vittime, in uno schema stile multi level marketing. 

Il tutto mentre gli autori della truffa spendevano i soldi che ricevevano da ignare vittime in tutto il mondo. 

Nel comunicato stampa emanato allora si può leggere che:

Goettsche (uno degli arrestati, ndr) discuteva con i suoi cospiratori che la loro target audience sarebbe stata di investitori ‘stupidi’, a cui si riferiva come delle ‘pecore’ dicendo che stava ‘costruendo questo modello sulla schiena di idioti’”

Questo “modello” di business è andato avanti dal 2014 al 2019 negli Stati Uniti, quando poi è stato chiuso. 

In quel lasso di tempo i promotori vendevano azioni di Bitclub Network senza comprare le mining pool necessarie per minare Bitcoin. Con questo schema avrebbero raccolto ben 722 milioni di dollari a chi invece ha creduto in loro. 

Tra l’altro le stesse azioni non erano registrate presso la Securities and Exchange Commission degli Stati Uniti. 

Ma a quanto pare i promotori si sapevano vendere bene, tanto che in vari video citati dalla Procura dicevano che Bitclub Network era “la più trasparente compagnia nella storia del mondo” o ancora che Bitclub Network fosse “troppo grande per fallire”. 

Per reati del genere rischiano fino a 20 anni di carcere e una multa da 250mila dollari. 

Scam celebri

Il caso di BitClub Network sembra fare il paio con quello di OneCoin. Si tratta di uno schema Ponzi, tra le più celebri truffe a tema criptovalute, tanto da essere stato definito anche “lo scam del secolo”.

Anche in questo caso, l’ideatore, o meglio l’ideatrice, Ruja Ignatova, è latitante, mentre il fratello Konstantin è stato arrestato negli Stati Uniti. Secondo gli investigatori con la promozione di questa fantomatica criptovaluta e un’organizzazione di tipo MLM avrebbe permesso di raccogliere miliardi di dollari. Il tutto ai danni di ignari investitori. 

Giova ripetere un consiglio: nel mondo delle criptovalute bisogna stare sempre alla larga di chi promette facili guadagni con minimi investimenti.

Eleonora Spagnolo
Eleonora Spagnolo

Giornalista con la passione per il web e il mondo digitale. È laureata con lode in Editoria multimediale all’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in Web e Social Media Marketing.

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