N26: uno studio sulle commissioni bancarie nel mondo
N26: uno studio sulle commissioni bancarie nel mondo
Fintech

N26: uno studio sulle commissioni bancarie nel mondo

By Amelia Tomasicchio - 23 Giu 2020

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N26 ha condotto uno studio su scala mondiale per capire quali sono le problematiche che la gente incontra avendo un conto in banca tradizionale e una grande percentuale è irritata dalle  commissioni bancarie nascoste. 

Poco meno di un terzo (31%), infatti, ritiene che la propria banca stia provando a guadagnare altro denaro, un altro terzo (31%) pensa che la banca non abbia a cuore gli interessi dei clienti e un quarto (26%) che la lealtà verso il proprio istituto di credito non ripaghi, perché le migliori offerte vengono suggerite sempre ai nuovi clienti. 

In Italia la percentuale di insoddisfatti tocca il 47%, principalmente causato dall’eccessiva complessità (29%) e dalla volontà di vendere nuovi prodotti o servizi (29%). 

È tutto vero?

Lo studio di N26 ha chiesto alle persone se gli fossero mai state addebitate delle commissioni impreviste e un incredibile 69% ha riferito di aver ricevuto l’addebito di una commissione di cui non era a conoscenza. 

Tra le più comuni ci sono le commissioni su conto corrente (38%), bancomat (38%) e carte di credito (36%). 

In Italia la percentuale è leggermente più bassa e tocca il 59%, dove le commissioni bancarie inattese arrivano da prelievi ATM (34%), carte di credito (30%) e chiusura del conto corrente (23%). Nel corso di 12 mesi, il 52% degli italiani afferma di esserne stato vittima solo una volta, il 36% due o tre volte e il 9% quattro o cinque volte. 

Alcuni paesi sono colpiti più duramente di altri quando si tratta di spese impreviste: in Spagna e in Svizzera l’81% delle persone ha dichiarato di aver dovuto pagare queste fee, in Grecia, Lussemburgo e Austria il 75%, in Belgio e in Francia il 73%, in Portogallo il 71%, in Germania il 70% e in USA il 66%. 

In risposta a questi problemi, N26 ha deciso di creare la Big Banking Chat per entrare capire le preoccupazioni dei consumatori ed eliminare la complessità del sistema bancario.

Andrea Isola, General Manager di N26 Italia, ha spiegato:

“Sappiamo già che le persone sono preoccupate per le loro finanze, soprattutto in un periodo complesso come quello che stiamo vivendo, ma è anche importante identificare quelli che sono gli ostacoli reali del fare banca e della comunicazione banca-cliente. Con la Big Banking Chat vogliamo far emergere queste frustrazioni che tutti hanno sperimentato almeno una volta approcciandosi al settore bancario, in modo da poter dare risposte concrete alle persone, aiutandole a prendere effettivamente il controllo delle proprie finanze. N26 è stata fondata sulla convinzione che il sistema bancario dovrebbe essere più semplice e più trasparente. La nostra ambizione è sempre stata quella di costruire una banca che le persone amino usare, e per noi questo significa ascoltare i clienti per identificare le loro reali esigenze”. 

Infatti, il 44% degli italiani ha indicato di volere l’eliminazione di queste commissioni bancarie nascoste e il 38% ha anche espresso di volere una riduzioni degli interessi e le spese aggiuntive in tempi difficili come questo che stiamo vivendo per il Coronavirus.

 

Amelia Tomasicchio
Amelia Tomasicchio

Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin. Precedentemente è stata un'autrice di Cointelegraph e CMO di Eidoo. Oggi è co-founder e direttrice di Cryptonomist.

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