Bank of America: sterlina volatile come una criptovaluta
Bank of America: sterlina volatile come una criptovaluta
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Bank of America: sterlina volatile come una criptovaluta

By Marco Cavicchioli - 25 Giu 2020

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Secondo alcuni analisti di Bank of America la Brexit ha trasformato la sterlina britannica in una valuta ad alta volatilità, come fosse una criptovaluta. 

Lo riferisce il Financial Times, che rivela una nota di Kamal Sharma, analista valutario presso BofA, secondo cui nei quattro anni trascorsi da quando il Regno Unito ha votato per lasciare la UE le forti oscillazioni dei tassi di cambio hanno reso la valuta fiat britannica più simile ad una valuta di un mercato emergente, come ad esempio il peso messicano, piuttosto che alle valute più stabili, come il dollaro statunitense. 

Anzi, secondo Sharma i movimenti del valore della sterlina sono diventati nevrotici, se non addirittura insondabili. 

In altre parole il suo comportamento, da questo punto di vista, sarebbe simile ad esempio a quello di Bitcoin, o di altre criptovalute. 

Gli analisti di BofA osservano anche che questa caratteristica sta perdurando anche dopo che i mercati finanziari si sono assestati, una volta passato il panico relativo all’emergenza coronavirus.

Secondo costoro la causa sarebbe la mancanza di chiarezza sulle prospettive della valuta stessa.

Anzi, secondo un altro analista, Vasileios Gkionakis di Lombard Odier, la sterlina potrebbe addirittura scendere sotto quota 1,10 $, qualora non venisse raggiunto un accordo sulle future relazioni tra la Gran Bretagna la UE entro i prossimi sei mesi, mentre l’euro potrebbe convergere verso la parità, partendo dalla quota attuale di 0,90 £. 

Il fatto è che, tradizionalmente, la sterlina britannica fa parte del cosiddetto gruppo valutario del G5, insieme a dollaro americano, euro, yen giapponese e franco svizzero, ed è una delle valute più negoziate al mondo, e ritenuta pertanto sicura. Le evoluzioni degli ultimi anni stanno mettendo in discussione questo ruolo. 

Inoltre non è mai tornata ai livelli precedenti al referendum pro-Brexit, perdendo da allora circa un quinto del suo valore. 

Anzi, a metà marzo scese ai minimi rispetto al dollaro, prima di riprendersi grazie all’intervento della Federal Reserve che ha di fatto svalutato leggermente il dollaro. 

L’indice di volatilità della sterlina britannica ormai per certi versi assomiglia a quello di bitcoin, mentre invece ad esempio appare ben distante da quello dell’euro. 

Se, da un lato, questo significa che valute anche storicamente affidabili come la sterlina possono soffrire a volte di una volatilità pronunciata, dall’altro lato significa che bitcoin non ha ormai una volatilità differente da quella di tante valute fiat, anche importanti. 

Tenendo presente che bitcoin esiste solo da 11 anni, mentre la sterlina britannica da diversi secoli, è significativo che il loro comportamento da questo punto di vista non si discosti ormai più di tanto. 

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 25mila iscritti.

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