Bitcoin: l’hashrate in calo fa diminuire i consumi
Bitcoin: l’hashrate in calo fa diminuire i consumi
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Bitcoin: l’hashrate in calo fa diminuire i consumi

By Marco Cavicchioli - 25 Giu 2020

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Dopo l’halving di Bitcoin dell’11 maggio l’hashrate della rete è diminuito. 

Il picco massimo assoluto si è verificato proprio il giorno dell’halving, ma da allora è sceso. 

In particolare, è sceso molto fino a circa metà maggio, quando poi è leggermente risalito, in particolare dopo i cali della difficulty del 20 maggio, e poi del 4 giugno. 

Questa dinamica non ha portato clamorosi problemi dal punto di vista del mining dei blocchi, con il block time che ha sì avuto un picco il 17 maggio ad oltre 14 minuti, ma si è poi riportato attorno alla classica cifra di 10 minuti a fine maggio. 

In altre parole, è stato stabilmente superiore agli 11 minuti solo dal 13 al 26 maggio, per meno di due settimane, e comunque in queste due settimane ha superato solo un giorno i 13 minuti. 

Qualche problema in più invece c’è stato dal punto di vista dei costi delle transazioni, anche a causa di una congestione a ridosso dell’halving. 

Il 20 maggio la mediana delle fee ha sfiorato quota 4$, ed è rimasta stabilmente sopra quota 1$ dal 30 di aprile fino al 4 di giugno. Il periodo più caldo però è durato solo nove giorni, ovvero dal 13 giugno fino al 22 giugno, quando la mediana delle fee è stata stabilmente sopra i 2$. 

Tuttavia l’halving ha portato con sé anche una conseguenza positiva: la riduzione del consumo energetico. 

Infatti, stando alle stime più recenti, la proiezione del consumo totale annuo è passata da 77 TWh per anno del 10 maggio, agli attuali circa 60 TWh annui, con una repentina riduzione del 22% grazie all’halving. 

Nello stesso periodo la profittabilità del mining di bitcoin è passata da 0,161 USD giornalieri per THash/s del 9 maggio, agli attuali 0,0734, ovvero con una riduzione del 54%. 

Pertanto il motivo per cui il dimezzamento del premio per i miner ha fatto ridurre i consumi energetici solo del 22% probabilmente si deve al fatto che i miner hanno semplicemente accettato un guadagno inferiore, ovvero hanno abbassato poco i costi, e quindi i consumi. 

In questo momento ad esempio la profittabilità del mining di Bitcoin risulta essere ai minimi storici e non è detto che questo non possa di conseguenza causare un ulteriore calo dei consumi. 

I miner comunque hanno dimostrato di essersi ben preparati, probabilmente da tempo, a sopperire al dimezzamento del premio, tanto che non solo non ci sono stati veri e propri scossoni, ma il periodo di adattamento è stato anche relativamente corto, e con conseguenze anche positive. 

D’altronde era noto da molto tempo che a maggio 2020 ci sarebbe stato il dimezzamento e negli ultimi tempi ad esempio sono stati immesse sul mercato nuove macchine per il mining molto più efficienti e meno energivore. 

Questo trend è probabilmente destinato a durare sul lungo periodo, anche se è molto probabile che da qui fino al prossimo halving, previsto per l’inizio del 2024, il consumo di energia del mining di Bitcoin crescerà ancora, soprattutto in caso di aumento del valore di BTC.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 11mila iscritti.

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