Francia: tutte le info sulla valuta digitale della banca centrale
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Francia: tutte le info sulla valuta digitale della banca centrale

By Marco Cavicchioli - 8 Ago 2020

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La banca centrale della Francia sta veramente lavorando ad una sua valuta digitale?

In realtà, a questo domanda si potrebbe rispondere sia sì che no, ma per spiegare meglio la situazione è necessario fare una premessa. 

La valuta nazionale della Francia è l’Euro, e la Banque de France è la seconda sottoscrittrice del capitale della Banca Centrale Europea (BCE) dopo la banca centrale della Germania. 

Pertanto né la Francia né la banca centrale francese hanno una loro valuta specifica, pur avendo un ruolo decisamente importante nella gestione della Banca Centrale Europea, e quindi dell’Euro. 

Detto questo, in Francia qualche mese fa è iniziata la sperimentazione tecnica dell’euro digitale. 

Questo test lo sta portando avanti proprio la Banque de France, pertanto è corretto affermare che la banca centrale della Francia stia lavorando ad una valuta digitale, e che per certi versi la valuta digitale su cui sta lavorando, ovvero l’euro digitale, sia in qualche modo anche un po’ suo. 

Francia, valuta digitale ed Eurozona

Ma al di là dei dettagli, il fatto che la Banque de France abbia avviato già da qualche tempo i test sperimentali tecnici sulla possibilità di emettere un euro digitale è decisamente importante, per tutta l’Eurozona. 

Infatti, qualora i test dessero esito positivo, la BCE potrebbe decidere di emettere un euro digitale (la Banque de France non potrebbe farlo in autonomia), e distribuirlo in tutti i paesi che utilizzano l’Euro come valuta a corso legale. 

In altre parole, la banca centrale francese sta lavorando per conto della BCE ai test sull’euro digitale. 

Tuttavia, questi test non riguardano una valuta digitale da distribuire a cittadini e consumatori. 

Queste sperimentazioni riguardano in particolare una valuta digitale definita all’ingrosso, ovvero da distribuire agli intermediari ed agli istituti finanziari, non direttamente ai cittadini. 

Una tale scelta è dettata principalmente da due ragioni. 

La prima è la necessità per gli intermediari finanziari di uno strumento sicuro, facile, veloce e soprattutto economico per il cosiddetto settlement, ovvero il perfezionamento delle transazioni o dei contratti finanziari con trasferimento di denaro. 

Queste operazioni potrebbero essere notevolmente velocizzate e semplificate se al posto che essere effettuate con l’euro tradizionale, lo fossero con un euro digitale espressamente progettato per tali scopi. 

La seconda è la difficoltà per la Banca Centrale Europea, e le banche centrali, di distribuire denaro direttamente ai cittadini, visto che il cittadino interagisce solitamente quasi sempre con un intermediario, e non con la banca centrale. 

Si tratterebbe pertanto di uno strumento tecnico, che forse in un secondo momento potrebbe anche sbarcare sui mercati al consumo, a patto che gli intermediari a cui verrà distribuito sviluppino appositi strumenti. 

Va infine ricordato che le valute digitali delle banche centrali (CBDC) non sono criptovalute, e non sono basate su blockchain, ma su registri distribuiti centralizzati che non le rendono decentralizzate, come dovrebbe esserlo una criptovaluta. 

Sono invece delle alternative al classico denaro fiat, con pari valore e pari caratteristiche finanziarie, ma caratteristiche tecniche superiori perché utilizzano una tecnologia più moderna, efficiente e sicura.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 25mila iscritti.

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