Parlamentari suggeriscono a Trump di usare la blockchain
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Parlamentari suggeriscono a Trump di usare la blockchain

By Marco Cavicchioli - 3 Set 2020

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Una lettera inviata da nove parlamentari USA suggerisce esplicitamente al Presidente Donald Trump di utilizzare la blockchain per innovare i servizi forniti dal governo. 

La lettera è stata scritta da Tom Emmer, Bill Foster, David Schweikert, Darren Soto, Stephen Lynch, Warren Davidson, Jerry McNerney, Matt Gaetz e Ro Khanna, ed è indirizzata, oltre che a Donald Trump, anche a vari direttori, amministratori, commissari e segretari di alcuni dipartimenti ed uffici governativi. 

I nove firmatari scrivono: 

“Vi ringraziamo per i vostri sforzi durante questo periodo incerto. In un tempo in cui molti stanno imparando nuovi modi di operare mantenendo la leadership dell’America sulla scena mondiale, noi fortemente vi incoraggiamo a considerare nuove innovazioni e metodi di implementazione dei servizi governativi.

La blockchain rappresenta una risorsa importante in questa ricerca”. 

Il riferimento è in particolare all’emergenza coronavirus, che ha portato problemi un po’ ovunque, dal lavoro alla scuola, facendo crescere l’utilizzo di tecnologie digitali anche per quanto concerne il trasferimento di fondi. 

Secondo i firmatari la tecnologia blockchain sarebbe una risorsa importante che gli Stati Uniti dovrebbero sfruttare per proteggere il benessere della popolazione e garantire la prosperità economica. 

Per questo motivo sollecitano Trump e gli altri destinatari della lettera a considerare il supporto e l’implementazione dell’utilizzo della tecnologia blockchain per mitigare gli effetti del Coronavirus. 

Inoltre chiedono che vengano convocati i leader del settore pubblico e privato per incontrarsi e sviluppare una strategia coordinata per sfruttare questa tecnologia. 

L’obiettivo sarebbe anche quello di mantenere un’infrastruttura digitale affidabile, accurata, flessibile e sicura, e la blockchain potrebbe aiutare per quanto riguarda le identità digitali, la supply chain ed i registri digitali.

Ad esempio i nove firmatari suggeriscono che con la blockchain si potrebbe autenticare l’identità di una persona per ricevere finanziamenti o forniture necessarie in modo facilitato e sicuro. 

Anche le supply chain potrebbero essere gestite meglio, identificando l’origine delle forniture, i loro percorsi durante il trasporto, registrando i tempi di arrivo e gli inventari, migliorando la sicurezza alimentare, o quella dei prodotti farmaceutici e della filiera medica. 

In particolare i richiedenti si soffermano proprio sul settore sanitario, scrivendo che blockchain può anche servire come registro per medici, infermieri ed altri operatori sanitari autorizzati in modo da migliorare l’identificazione ed il possibile impiego di queste risorse qualificate in tempi di crisi.

Può anche servire per migliorare i registri dei professionisti medici e le necessarie certificazioni e licenze, oltre a consentire lo sviluppo di soluzioni per verificare l’esperienza

e le qualifiche richieste, come registri di professionisti o del personale del settore sanitario che necessita di dispositivi di protezione (DPI), per migliorare la distribuzione e l’efficienza di queste risorse critiche. 

Infatti la scarsità di queste forniture fondamentali sono state un campanello d’allarme in tutta la nazione durante questa crisi sanitaria, tanto che gli USA stanno continuando a lottare per trovare e distribuire tutte le forniture necessarie a coloro che ne hanno più bisogno. 

È probabile che, oltre dall’emergenza coronavirus, questa lettera sia stata indotta anche dalla concorrenza cinese, sempre più propensa ad investire nel settore blockchain, anche e soprattutto a livello governativo. 

Il governo cinese ormai da molto tempo ha elaborato una strategia per sfruttare l’innovazione che può essere prodotta dallo sfruttamento della tecnologia dei registri distribuiti, ed in effetti per certi versi appare strano che gli USA invece non ne abbiano ancora una. 

Sicuramente gli USA preferiscono un approccio più liberista, lasciando che sia il mercato ad incentivare queste innovazioni, ma l’emergenza coronavirus ha dimostrato come in certi casi solo lo Stato può intervenire con iniziative nazionali di grande portata per aiutare l’intera popolazione.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 25mila iscritti.

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