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Riciclaggio di denaro: sequestrati oltre 2000 Bitcoin (BTC)
Riciclaggio di denaro: sequestrati oltre 2000 Bitcoin (BTC)
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Riciclaggio di denaro: sequestrati oltre 2000 Bitcoin (BTC)

By Alfredo de Candia - 27 Ott 2020

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La settimana scorsa il Tribunale distrettuale di Rotterdam ha emesso una sentenza contro una coppia di Hilversum per 2 e 2,5 anni di prigione per riciclaggio denaro sfruttando Bitcoin (BTC).

Le autorità hanno sequestrato ben 2533 Bitcoin (BTC), circa 25 milioni di euro, e contanti per un importo pari a 250mila euro.

Sono state multate anche due società di trading per 45mila euro ciascuna e sequestrati alla prima 138mila euro e alla seconda 40mila euro.

Tra le altre cose sequestrate ci sono cellulari, hard disk, materiale informatico, gioielli e orologi preziosi ed anche un’autovettura, tutte cose che saranno analizzate dalle autorità per cercare di risalire agli acquirenti.

La coppia permetteva di comprare e vendere BTC in forma del tutto anonima, tramite incontro in diversi locali, solitamente fast food, in cui le transazioni venivano effettuate. 

Le autorità hanno stabilito che circa 16 milioni di euro sono stati riciclati in questo modo in soli 2 anni e mezzo.

Controllando anche le varie transazioni sulla blockchain si è scoperto che parte delle stesse puntavano a mercati neri e quindi utilizzati per altre attività illecite, quindi non parliamo di persone comuni ma di veri e propri criminali che sfruttavano la coppia per comprarsi BTC e poi far sparire i soldi e convertirli in altro.

Bitcoin e il riciclaggio

Le modalità e gli importi scambiati non sono quindi passati inosservati alle autorità competenti.

E ciò dimostra ancora una volta che non è del tutto vero che Bitcoin sia una crypto anonima e che con opportune ricerche è possibile risalire a chi ha effettuato le transazioni.

Non è infatti la prima volta che i criminali provano a usare questo asset per il riciclaggio di denaro e vengono colti in fallo.

Questi episodi però non fanno altro che alimentare l’aura negativa che Bitcoin si porta dietro da sempre, additato come strumento usato dalla criminalità piuttosto che come tecnologia rivoluzionaria.

Alfredo de Candia
Alfredo de Candia

Android developer da oltre 8 anni sul playstore di Google con una decina di app, Alfredo a 21 anni ha scalato il Monte Fuji seguendo il detto "Chi scala il monte Fuji una volta nella vita è un uomo saggio, chi lo scala due volte è un pazzo". Tra le sue app troviamo un dizionario di giapponese, un database di spam e virus, il più completo database sui compleanni di serie Anime e Manga e un database sulle shitcoin. Miner della domenica, Alfredo ha una forte passione per le crypto ed è un fan di EOS.

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