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Ethereum 2.0: l’11% dei depositi proviene da Kraken
Ethereum 2.0: l’11% dei depositi proviene da Kraken
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Ethereum 2.0: l’11% dei depositi proviene da Kraken

By Marco Cavicchioli - 14 Dic 2020

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Il 10,7% di tutti gli ETH depositati per la fase zero di Ethereum 2.0 proviene da Kraken. 

Lo rivela il ricercatore Ethereum Justin Drake su Twitter, che solleva anche un forte dubbio: 5 exchange potrebbero arrivare a controllare la metà dei depositi. 

Da quando è stato lanciato il deposit contract di Ethereum 2.0 sono stati molti gli ETH depositati. 

In questo momento ad esempio risultano essere conservati in questo smart contract oltre 1.460.000 ETH, ovvero più dell’1,3% di tutti gli ETH esistenti.

Ma questi depositi in gran parte sono provenuti da grandi detentori di token ETH, probabilmente interessati allo staking. 

Infatti ad esempio, secondo quanto svelato da Drake, il 10,7% di questi depositi proviene da Kraken. 

Non è specificato se si tratti di ETH di proprietà dell’exchange, di ETH di proprietà degli utenti ma trasferiti dall’exchange, o di ETH di proprietà degli utenti e trasferiti sul deposit contract dagli utenti stessi, ma Drake coglie l’occasione per sollevare una questione importante. 

Infatti alcuni altri exchange, come ad esempio Coinbase e Bitfinex, detengono quantità di ETH di molto superiori a quelle di Kraken, tanto che il ricercatore ha calcolato che, in teoria, due soli exchange messi insieme potrebbero arrivare a controllare un terzo di tutti i validatori di Ethereum 2.0. 

Anzi, basterebbero cinque grossi exchange per controllarne la metà. 

Gli ETH immobilizzati sul deposit contract di Ethereum 2.0 servono per poter eseguire nodi validatori di Beacon Chain, la nuova blockchain di Ethereum 2.0 basata su Proof-of-Stake, e più ETH si immobilizzano più nodi si possono eseguire. 

Lo scenario appena descritto da Drake potrebbe in teoria permettere ad un piccolo cartello di grandi exchange di controllare più del 50% dei validatori di Beacon Chain. 

Si tratta comunque solamente di un’ipotesi teorica, per il momento, anche perchè ad oggi non vi sono prove dell’esistenza di un tale cartello. Inoltre in futuro gli ETH depositati in staking per Ethereum 2.0 potrebbero aumentare parecchio, favorendo probabilmente il decentramento, pertanto il rischio di una riduzione determinante della decentralizzazione di Ethereum 2.0 sembra esserci, ma rimane per ora solamente teorico. 

Bisogna infatti ricordare che gli ETH depositati in staking consentono di ottenere un guadagno passivo in token ETH, e sebbene questo guadagno passivo potrebbe tendere verso il 5% annuo, con il tempo potrebbe attrarre molti holder di Ether. Beacon Chain per ora non è ancora stata integrata all’interno della rete Ethereum, ma tra qualche anno, una volta portate a termine le tre fasi e mezza del processo di lancio di Ethereum 2.0, è immaginabile che lo staking di ETH attrarrà molti suoi possessori.

Marco Cavicchioli
Marco Cavicchioli

Classe 1975, Marco è un docente di web-technologies e divulgatore online specializzato in criptovalute. Ha fondato ilBitcoin.news, ed il suo canale YouTube ha più di 25mila iscritti.

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