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Trump e l’assalto a Capitol Hill: “Rischiamo una guerra civile”
Trump e l’assalto a Capitol Hill: “Rischiamo una guerra civile”
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Trump e l’assalto a Capitol Hill: “Rischiamo una guerra civile”

By Eleonora Spagnolo - 7 Gen 2021

Chevron down

Le immagini dei fan di Donald Trump che ieri hanno assaltato Capitol Hill a Washington, per contestare la vittoria alle elezioni USA di Joe Biden hanno sconvolto il mondo. 

Quella che doveva essere una semplice manifestazione di protesta si è trasformata nella giornata più buia della storia politica recente degli Stati Uniti. I supporter del tycoon hanno scavalcato le barriere di sicurezza (fragili, a dire la verità) che li dividevano dal Campidoglio, dove i membri del Congresso stavano ratificando la vittoria di Joe Biden alle elezioni USA. Le scene di devastazione, di improbabili rivoluzionari seduti sui banchi del Congresso e sulla scrivania di Nancy Pelosi hanno fatto il giro del mondo. 

Come hanno fatto il giro del mondo il personale armato che ha sgomberato la sede della democrazia USA. Mentre succedeva tutto questo, Donald Trump continuava a parlare di brogli elettorali e di vittoria rubata, pur chiedendo ai suoi sostenitori di “andare a casa, pacificamente”. 

Un caos che potrebbe costargli la rimozione per Costituzione, a due settimane dal passaggio di poteri con Joe Biden, ufficialmente fissato al 20 gennaio.

Tutto ciò non poteva non scatenare la reazione anche del mondo delle criptovalute che ieri ha guardato attonito quanto avveniva a Capitol Hill.

Brock Pierce, pioniere delle crypto, con un passato nello sviluppo in EOS e Tether, che si era candidato a presidente USA nelle file degli indipendenti, ha auspicato che Joe Biden possa riportare la pace. 

“Nel corso della storia, gli Stati Uniti sono sempre stati uniti in tempi di conflitto. Nonostante il colore, il credo, il genere o il partito politico, noi siamo l’esempio tangibile di democrazia. 

Il mio cuore è rattristato da ciò che è esploso oggi nella capitale della nazione. Voglio sottolineare, è imperativo onorare i sistemi esistenti, rispettare la vita, la proprietà e la transizione del potere. Confidiamo nel successo del Presidente eletto Biden e in una nazione riunificata costruita sulla pace. 

Manteniamo gli Stati Uniti d’America la più grande nazione del mondo”.

Charles Hoskinson su Trump e l’assalto a Capitol Hill

Dure, anzi durissime le parole di Charles Hoskinson, CEO di IOHK, dietro lo sviluppo della blockchain di Cardano. 

“Non abbiamo più legittimazione nelle nostre istituzioni, e questa è la diretta conseguenza di molti decenni di delegittimazione, una divisione prodotta dai media, con le persone non più in grado di ascoltarsi l’una con l’altra. Queste fiamme sono state agitate da un demagogo totalitario che una volta che ha perso le elezioni, invece di accettare il risultato, nonostante la gravità del momento, invece di utilizzare il suo incredibile mandato, il suo carisma, la sua incredibile personalità, le sue enorme risorse per qualcosa di produttivo, magari una convenzione sulla costituzione, magari riforme elettorali, massive riforme del sistema elettorale, ha scelto di guidare questa nazione sulla soglia di una guerra civile”.

Non è più lusinghiero il giudizio sul presidente eletto:

“Il presidente che verrà non ha nessun mandato. Joe Biden è presidente solo nel nome. Metà di questa nazione non crede in lui e non lo rispetta o crede che sia capace di guidarci da qualche parte. Lui deve capirlo. Quando entrerà in carica questo mese, se sceglierà di investire quel poco di potere che ha, proceduralmente e costituzionalmente, e di infliggere a questa nazione il suo marchio di opinionismo che proviene dal suo partito, ciò non farà altro che alimentare ulteriormente le divisioni tra il popolo americano, al punto che credo che nel corso della mia vita vivremo una guerra civile”.

Le scene di ieri sono state bollate duramente anche da Vinny Lingham, CEO di Civic: 

Al termine del suo giorno più difficile, il Congresso degli Stati Uniti ha dichiarato presidente Joe Biden. Il passaggio di poteri è fissato, come da tradizione, al 20 gennaio. Saranno due settimane molto lunghe nelle quali Donald Trump rischia di essere destituito ricorrendo al 25° emendamento e la transizione affidata al suo vice Mike Pence.

In un’America sotto shock, starà a Pence prima e a Biden poi riportare la calma in una nazione che non era mai stata così lacerata. 

 

Eleonora Spagnolo
Eleonora Spagnolo

Giornalista con la passione per il web e il mondo digitale. È laureata con lode in Editoria multimediale all’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in Web e Social Media Marketing.

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