Takamaka e l’intervista a Lars Schlichting
Takamaka e l’intervista a Lars Schlichting
Blockchain

Takamaka e l’intervista a Lars Schlichting

By Crypto Advertising - 9 Gen 2021

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Perché entrare nel team di un progetto blockchain? Quale sono le potenzialità di questa tecnologia? Che cosa accadrà nei prossimi anni? A questo e molto altro ha risposto Lars Schlichting, partner presso Kellerhals Carrard Lugano SA e Senior Advisor in Takamaka, nel corso di lunga intervista con il team di Takamaka attraverso la quale abbiamo potuto approfondire i principali punti di forza e gli sviluppi della blockchain di Takamaka e le prossime regolamentazioni Svizzere, in materia.

  • Possiamo identificare Takamaka come società fintech, il cui core è la tecnologia blockchain. Che cosa ti ha convinto ad entrare in Takamaka, quali sono i punti di forza del progetto? 

Sono convinto che la tecnologia blockchain cambierà il mondo. Ma sono anche convinto che ci saranno diversi usi di questa tecnologia. Se vogliamo avere uno store of value abbiamo bisogno di una blockchain sicura come quella di bitcoin. Se vogliamo invece usare la blockchain per altri usi, dobbiamo poter avere blockchain più facili da programmare. Takamaka è una blockchain che permette usi specifici con estrema facilità. Ritengo che questo fatto rappresenti un valore per tutte le società commerciali e non che vorranno usare la blockchain per fornire al consumatore un servizio più trasparente e per automatizzare i processi.

  • La società è al lavoro per ottenere una regolamentazione dalla FINMA e quindi un riconoscimento a livello internazionale della sua stablecoin. Quali potranno essere, secondo te, le principali implicazioni e quali i possibili scenari per Takamaka ?

Oggi ci sono tante società che stanno cercando di ottenere un’autorizzazione per le loro stablecoin. Diem, il progetto di facebook precedentemente denominata Libra, è forse l’esempio più importante. Le stable coins stanno anche creando molta pressione alle banche centrali per l’emissione di una loro moneta digitale. In questo contesto inoltrare una richiesta per l’autorizzazione FinTech a FINMA dimostra tutte le qualità tecniche e commerciali del progetto. Sappiamo che la via per ottenere l’autorizzazione sarà lunga e complessa, ma il risultato è di prestigio e siamo pronti a raggiungerlo.

  • Se si esclude DeFi ed interessanti esperimenti sugli NFT, le blockchain hanno visto poche concrete applicazioni ma molti casi di studio, non solo in ambito industriale e supply chain. Secondo la tua esperienza, qual è il valore aggiunto che la tecnologia Blockchain potrà portare? Qual è il ruolo di Takamaka in questo ecosistema?

Questi sono gli anni novanta dell’e-commerce. Chi sapeva cosa era l’e-commerce in quegli anni e in quanti avevano compreso il radicale cambiamento che l’e-commerce avrebbe portato all’economia tradizionale? Il ruolo che avrà in futuro la blockchain è ancora tutto da scoprire, ma ogni giorno l’infrastruttura avanza e vi è un nuovo caso di uso di questa tecnologia. Posso fare solo l’esempio della città di Lugano, che ha usato la blockchain per emettere una sorta di blockchain cittadina. Takamaka avrà il suo ruolo da giocare proprio per via delle sue caratteristiche tecniche uniche.

  • Nel 2021 si prospetta a livello internazionale, una stringente regolamentazione normativa delle criptovalute e delle stablecoin. Cosa potrà accadere e quale ruolo pensi riuscirà a ritagliarsi Takamaka ?

Solo gli enti regolamentati potranno emettere stable coin. Per questo Takamaka sta già lavorando in questa direzione. Stable coins regolamentate daranno una maggiore fiducia al consumatore, che le userà comunque solo se più convenienti di un mezzo di pagamento tradizionale. Qui sta la forza di takamaka, che permette di effettuare transazioni con fee basse rispetto ad altre blockchain.

  • Quali sono dal tuo punto di vista le principali criticità di sviluppo e di adozione della blockchain in generale ?

In questo momento sono due: a) l’assenza di una stable coin usata dai consumatori e b) l’educazione all’uso di wallet criptografici. Penso che questi due punti saranno risulti sia con il lancio delle valute digitali, sia con la digitalizzazione della società. Ci vorrà ancora un po di tempo, ma la direzione è ormai tracciata.

  • Osservando i processi di digitalizzazione della pubblica amministrazione e l’arrivo del 5g, quale ruolo e che funziona pensi potrà avere la blockchain Takamaka?

La blockchain permetterà di automatizzare i servizi pubblici. Pensiamo al registro di commercio, al registro fondiario, all’ottenimento di permessi o patenti. Un cittadino potrebbe fare le procedure con la sua identità digitale (sulla blockchain) per ottenere i documenti o eseguire azioni che oggi richiedono una presenza fisica o addirittura l’uso di notai. Questo è già oggi fattibile, ma in alcuni casi bisogna cambiare le leggi e non sempre vi è la volontà politica, anche perché questi automatismi porteranno alla perdita di posti di lavoro poco qualificati.

  • La Svizzera rappresenta un fulcro per quanto riguarda lo sviluppo e la regolamentazione della tecnologia blockchain, con la legge che permette di tokenizzare, trasferire, custodire e commercializzare, asset sulla blockchain. Creando di fatto uno standard internazionale. Quali saranno le prospettive evolutive dal tuo punto di vista ?

Ho visto un enorme interesse per questa legge. Tante società sono interessate alla tokenizzazione delle loro azioni, che è un primo passo verso la digitalizzazione. Inoltre gli istituti finanziari hanno compreso molto bene la potenzialità della blockchain quale infrastruttura finanziaria e stanno lavorando alla creazione di mercati che usano questa tecnologia. La nuova legge permette inoltre di creare delle borse blockchain a delle condizioni che sono di molto migliori rispetto a quelle delle borse tradizionali. Gli altri paesi stanno seguendo da vicino quando sta facendo la Svizzera e dunque mi aspetto a breve che l’ondata di tokenizzazione ci sia in tutta Europa. Forse solo l’Italia si sta dimostrando molto restia e titubante in questo settore, non emettendo alcuna regola precisa e lasciando molte società attive in questo ambito nell’incertezza giuridica.

  • Fatti una domanda e datti una risposta.

Forse la più bella domanda di tutta l’intervista! E allora la domanda è dove vedo la tecnologia blockchain tra 20 anni. La risposta è semplice. Non la vedremo, semplicemente la useremo tutti i giorni senza rendercene conto. Faremo pagamenti usando la blockchain, voteremo usando la blockchain, il nostro avatar digitale sarà sulla blockchain, la nostra cartella medica sarà sulla blockchain, avremo una identità digitale sulla blockchain. Ma il 95% delle persone non sapranno come funziona, la useranno e basta.

 

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