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Telegram, l’eredità della blockchain TON e del token Gram
Telegram, l’eredità della blockchain TON e del token Gram
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Telegram, l’eredità della blockchain TON e del token Gram

By Eleonora Spagnolo - 9 Gen 2021

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La vicenda di Telegram, della blockchain TON e del token Gram resterà una pietra miliare della storia delle criptovalute.

Telegram è stata costretta ad interrompere il suo progetto quando mancava pochissimo al lancio a causa dell’ostilità della SEC. Il 12 maggio 2020 lo stesso Pavel Durov annunciava che il percorso di Gram e TON finiva lì perché la SEC statunitense di fatto non voleva che Telegram vendesse i suoi token né dentro né fuori dagli Stati Uniti. Questo è stato la pietra tombale del progetto. Non solo: Telegram ha anche dovuto pagare una multa da 18,5 milioni di dollari per la ICO con la quale aveva raccolto i fondi per finanziare la sua iniziativa. 

Questa vicenda richiama alla mente quanto sta avvenendo oggi con XRP che subirà una causa dalla SEC. Ripple ha pagato duramente questa scelta, con il suo token diventato preda della volatilità e diversi exchange che hanno deciso di delistarlo.

Stante queste due vicende, è innegabile il potere della SEC nel determinare la vita e la morte di un progetto crypto. 

Ad ogni modo, a luglio Telegram ha disattivato la blockchain di TON. In realtà però esiste un altro progetto che prende il suo nome. Si chiama FreeTON. Cosa ha in comune con TON? Nulla, tranne il nome. 

Sebbene Pavel Durov abbia esortato a diffidare i progetti analoghi che potrebbero rivelarsi degli scam, TON era un progetto open source, e FreeTON prosegue il suo percorso da esso. FreeTON ha messo insieme una community di 10.000 entusiasti che hanno sottoscritto la dichiarazione di decentralizzazione, il whitepaper del progetto.

Il loro scopo è costruire un ecosistema internet che sia decentralizzato, portando avanti la mission dei fratelli Durov, tramite un protocollo che sia scalabile e in grado di essere utilizzato da milioni di persone. Nel whitepaper propongono di utilizzare smart contract per costruire tool per developer e utenti, promuovere commercio libero, uguali opportunità, in un ambiente che sia resistente alla censura.

Ciò che manca a FreeTON è Telegram, il collegamento con un app di massa che poteva diffondere il progetto. Anche FreeTon ha emesso il suo token, TON Crystal

Telegram, senza TON e Gram diventa a pagamento

Detto questo, la blockchain originaria non è più in funzione e i Gram non saranno mai emessi.

E Telegram sta evolvendo verso uno strumento a pagamento. Nei giorni scorsi infatti Pavel Durov ha annunciato che la sua app avrà una versione “pro”, ma il cuore dell’app, la messaggistica, rimarrà gratuita. Verrà però implementata una piattaforma pubblicitaria.

Ha spiegato Pavel Durov: 

“Se Telegram inizia a guadagnare, anche la comunità dovrebbe beneficiarne. Ad esempio, se monetizziamo i grandi canali pubblici one-to-many tramite la piattaforma pubblicitaria, i proprietari di questi canali riceveranno traffico gratuito in proporzione alle loro dimensioni. Oppure, se Telegram introduce adesivi premium con caratteristiche espressive aggiuntive, anche gli artisti che realizzano adesivi di questo nuovo tipo riceveranno una parte del profitto. Vogliamo che milioni di creatori di Telegram e di piccole imprese prosperino, arricchendo l’esperienza di tutti i nostri utenti. Questo è il modo Telegram”.

Perché tutto questo? Aggiunge Durov:

“Ci permetterà di continuare a innovare e a crescere per i decenni a venire. Saremo in grado di lanciare innumerevoli nuove funzionalità e di accogliere miliardi di nuovi utenti. In questo modo, rimarremo indipendenti e resteremo fedeli ai nostri valori, ridefinendo il modo in cui un’azienda tecnologica dovrebbe operare”.

Tra questi valori, c’è quello di non essere in vendita. Durov l’ha più volte ribadito. Questo vuol dire che Telegram resterà in un certo senso indipendente, e sicuramente lontano dai colossi big tech che hanno in comune un fattore: operare negli Stati Uniti. 

Eleonora Spagnolo

Giornalista con la passione per il web e il mondo digitale. È laureata con lode in Editoria multimediale all’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in Web e Social Media Marketing.

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