Come minare Dogecoin (DOGE)
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Come minare Dogecoin (DOGE)

By Marco Cavicchioli - 14 Feb 2021

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Come è possibile minare Dogecoin? 

Dogecoin è una criptovaluta minabile, basata su Proof-of-Work, ma non utilizza lo stesso algoritmo di Bitcoin. 

Infatti similmente a Litecoin utilizza scrypt, ovvero un algoritmo di mining che richiede attrezzatura e software differenti, e ciò consente ai miner di Dogecoin di minare anche LTC. 

In media viene minato un nuovo blocco ogni minuto circa, con un premio di 10.000 DOGE per il miner che riesce a convalidare un blocco. Per minare DOGE non sono necessarie attrezzature con potenza di calcolo elevata come gli ASIC. 

Ormai ci sono in circolazione oltre 128 miliardi di DOGE, ed aumentano ad un ritmo di circa 5 miliardi all’anno. Non esiste un limite massimo alla sua supply, pertanto questa ha natura inflattiva. 

Il mining di Dogecoin comunque è meno decentralizzato rispetto a quello di Bitcoin, visto che la maggior mining farm detiene circa il 20% della potenza di calcolo totale, mentre le prime tre superano il 52%. 

Cosa serve per minare Dogecoin

Vista la difficoltà decisamente inferiore rispetto al mining di Bitcoin, Dogecoin volendo è minabile anche da soli. 

Inoltre visto che in un giorno possono essere minati anche quasi 1.500 blocchi, è più probabile riuscire a minare un blocco rispetto a quanto non lo sia per BTC.

Tuttavia data la concentrazione dell’hashpower in relativamente poche grandi pool, per poter riuscire a minare da soli serve comunque molta potenza di calcolo. 

In tal caso pertanto serve hardware dedicato, ed in particolare GPU e ASIC. Inoltre, ovviamente, serve un apposito software, come cpuminer di Pooler, EasyMiner per minare con GPU, oppure CGMiner o MutliMiner per minare con ASIC. 

Nel caso in cui invece non si disponga di molta potenza di calcolo, è possibile partecipare ad una mining pool. In questo modo si mette in comune la propria potenza di calcolo insieme a quella di altri miner, e ci si divide gli eventuali proventi in proporzione alla potenza di calcolo messa a disposizione. 

Va tuttavia detto che anche all’interno delle stesse mining pool c’è un po’ di concorrenza, tanto che per riuscire ad ottenere incassi significativi è necessario comunque impegnare una potenza di calcolo per nulla irrisoria. 

Per partecipare a queste mining pool bisogna iscriversi, scaricare, installare,configurare e far girare l’apposito software. 

Due di queste sono ad esempio Prohashing e Multipool, che ad esempio supporta il mining combinato di Dogecoin e Litecoin.

Esiste in realtà anche una terza opzione, ovvero il cosiddetto cloud mining che consente di noleggiare l’attrezzatura per minare su apposite piattaforme, ma in tal caso è necessaria una certa dose di prudenza, visto che purtroppo spesso le proposte di cloud mining nascondono in realtà tentativi di truffa. 

In tal caso solamente quelle che non promettono alcun guadagno, e che lasciano all’utente la responsabilità di configurare le macchine noleggiate, possono essere ritenute teoricamente affidabili. Per quanto riguarda le altre spesso in realtà si tratta solamente di prestare denaro ad imprese che promettono di utilizzarlo per il mining, ma senza dare alcuna certezza a riguardo. 

Nonostante la narrazione di Dogecoin come “moneta del popolo”, in realtà anche il mining di Dogecoin non è per tutti, sebbene sia decisamente più semplice rispetto ad esempio a quello di Bitcoin. Inoltre la concorrenza è tale che risulta molto difficile minare DOGE con apparecchiature non dedicate, dal costo non irrisorio.

Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

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