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“Craig Wright non vuole controllare Bitcoin”
“Craig Wright non vuole controllare Bitcoin”
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“Craig Wright non vuole controllare Bitcoin”

By Eleonora Spagnolo - 2 Mar 2021

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Craig Wright non intende prendere il controllo di Bitcoin, e, per inciso, non fa parte della Bitcoin Association. 

Questo in sintesi l’intervento di Calvin Ayre (che invece fa parte della Bitcoin Association, dietro lo sviluppo di Bitcoin Satoshi Vision), in merito alla vicenda che ha visto Craig Wright fare causa ai developer di Bitcoin, compresi quelli di BSV.

Nella sua dichiarazione, Calvin Ayre, amico di Craig Wright e convinto sostenitore che sia proprio lui a nascondersi dietro lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto, ha spiegato il suo punto di vista in merito all’accaduto. 

I fatti sono i seguenti: Craig Wright è stato vittima di un attacco informatico con cui gli sono stati sottratti 111.000 Bitcoin. Per riavere indietro le sue criptovalute, Craig Wright ha fatto causa ai developer di BTC, BCH, BSV e BCH ABC, che hanno a suo dire il dovere di collaborare nel riportare le monete nel wallet da cui sono state trafugate. 

Ha fatto scalpore il fatto che tra i citati in giudizio ci fosse anche BSV, che Craig Wright dovrebbe sostenere, tanto che la Bitcoin Association ha diramato un comunicato con cui sembrava prendere le distanze.

Craig Wright e la causa per i bitcoin rubati: la versione di Calvin Ayre

In realtà le cose non stanno proprio come si vuole far credere, secondo Calvin Ayre. Tanto per cominciare, Craig Wright non fa parte della Bitcoin Association sebbene sia lui Satoshi Nakamoto e con BSV avesse inteso riportare Bitcoin alla sua versione originale:

“Ma nonostante Craig sia la figura reale dietro lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto accreditato con l’invenzione di Bitcoin nel 2008, Craig non fa parte dell’associazione, una decisione che era intesa fin dal primo giorno per dimostrare che nessun singolo individuo controlla BSV.

Parte della visione di Craig per ripristinare il design originale di Bitcoin era di bloccare il protocollo di BSV, offrendo agli sviluppatori e alle imprese la fiducia con cui procedere con i loro piani, sicuri che il loro lavoro non sarà sabotato da decisioni prese senza la loro consultazione da autoproclamati semidei della rete”. 

La decisione di non prendere parte alla Bitcoin Association e di bloccare il protocollo di BSV nasceva anche con lo scopo di fare in modo che nessuno potesse prendere il controllo della rete. Questo è quanto sostiene Calvin Ayre. Nessuno, nemmeno Craig Wright stesso. 

Per Calvin Ayre inoltre l’intento di Craig Wright con la causa ai developer non è prendere il controllo di Bitcoin, forzando i miners a fare una transazione che secondo alcuni potrebbe minare la fiducia della blockchain. 

Perché, spiega sempre Calvin Ayre, quando Craig Wright ha concepito Bitcoin aveva pensato ad una sorta di tripla conferma, in cui una transazione potesse essere reversibile, restituendo fondi sottratti illecitamente, mentre una seconda transazione avrebbe cancellato la prima “illegale” pur mantenendo memoria del crimine commesso. 

Aggiunge Calvin Ayre:

“I vari fork di Bitcoin (come BTC e BCH) hanno rimosso questa funzionalità dal loro codice, ma sarebbe abbastanza facile per i minatori reinserire questi strumenti. Questo aiuterebbe a sancire Bitcoin come una tecnologia legalmente conforme e rimuoverebbe la minaccia di future azioni legali che sono senza dubbio in lavorazione da altre vittime di furto digitale”.

Il fatto che Craig Wright sia dovuto ricorrere alle vie legale rafforza secondo Calvin Ayre lo scopo della Bitcoin Association, che è quello di costruire un ecosistema che operi nella legalità. Mentre la sua criptovaluta, BSV, che Craig Wright ha contribuito a fondare, non può essere controllata da nessuno. Per questo, la posizione di Calvin Ayre è netta e ancora una volta a difesa dell’amico: 

Quindi non credete al clamore suscitato da coloro che sostengono che l’azione legale di Craig ha lo scopo di raggiungere un dominio incontestabile su Bitcoin. Lui stesso ha assicurato che questo non potrà mai accadere. Tutto quello che vuole è che la tecnologia che ha inventato compia il suo destino come un sistema globale di pagamento e di immagazzinamento dati legalmente conforme.

Verrà un momento, conclude, in cui il far west delle criptovalute è destinato a finire, e questo momento è sempre più vicino. Se le criptovalute fossero ricordate e paragonate a Jesse James, Billy the Kid e the Hole in the Wall gang, nessuno di loro è vissuto a lungo, ricorda Calvin Ayre. Ma Bitcoin SV e la Bitcoin Association sono altro, per questo, conclude, il loro futuro sarà brillante:

“La Bitcoin Association ha scelto di indossare un cappello bianco in questo dramma, che è solo una delle ragioni – insieme alla capacità di scalare senza pari e alle commissioni di transazione ultra-basse – per cui il futuro a lungo termine di BSV appare molto più luminoso dei suoi rivali legalmente in conflitto”.

Eleonora Spagnolo
Eleonora Spagnolo

Giornalista con la passione per il web e il mondo digitale. È laureata con lode in Editoria multimediale all’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in Web e Social Media Marketing.

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