Il Covid una spinta verso la cashless society
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Il Covid una spinta verso la cashless society

By Eleonora Spagnolo - 13 Mar 2021

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Il Coronavirus sta guidando la transizione verso una cashless society. Questo è quello che sostiene una ricerca di YouGov che ha intervistato oltre 25.000 persone in 21 stati diversi. 

Secondo i dati raccolti e pubblicati da MoneyTransfers.com la prima cosa che emerge, è che ad esempio in Gran Bretagna con il Coronavirus i pagamenti in denaro contante sono crollati dal 63% al 34%. Questi dati fanno pensare che nel 2026 la Gran Bretagna diventerà una società senza contante. 

Ma questa è una tendenza mondiale. L’indagine infatti si è concentrata in Asia, Europa e Nord America, rivelando che in Asia c’è una maggiore tendenza verso la cashless society. 

Nello specifico ai rispondenti al sondaggio è stato chiesto se il fatto che la Gran Bretagna diventasse senza contante sia positivo o negativo. La top 10 degli Stati che si sono espressi a favore di una cashless society sono:

  • India, 79%;
  • Malesia, 65%.
  • Emirati Arabi Uniti, 63%;
  • Indonesia, 63%;
  • Vietnam, 60%;
  • Singapore, 56%;
  • Italia, 52%;
  • Filippine, 52%;
  • Tailandia. 51%;
  • Taiwan, 48%.

Al contrario gli stati che sembrano meno favorevoli all’avvento dei pagamenti elettronici, sono:

  • Cina, 46%;
  • Hong Kong, 46%;
  • Australia, 35%;
  • Canada, 32%;
  • Danimarca, 31%;
  • Spagna, 27%;
  • Regno Unito, 26%;
  • Svezia, 24%;
  • Stati Uniti, 24%;
  • Germania, 20%;
  • Francia, 18%.

Rispetto agli stati più favorevoli all’avvento dei pagamenti elettronici l’India è quella più propensa. Non solo il 79% andrebbe verso l’abolizione del contante, ma il 21% dei rispondenti utilizzerebbe pagamenti elettronici anche per comprare un pacchetto di gomme da masticare. 

In questo quadro, l’Italia è il primo stato europeo ad apparire in top 10. Al contrario, la Francia sembra la meno incline ad abbandonare il contante. Sembra che siano soprattutto gli stati europei quelli più affezionati alle banconote.

Vantaggi e svantaggi della cashless society

MoneyTransfers elenca anche quali sono i motivi che potrebbero portare alla cashless society e quali invece gli aspetti che possono rallentare questa evoluzione. 

I vantaggi vanno dai benefici per l’ambiente all’efficienza e rapidità delle transazioni.

Inoltre, sottolinea il report, è facile accertarsi dello stato delle transazioni, e danno una sorta di punteggio che è utile per il rilascio di prestiti. 

Ancora, secondo il report, il crimine sarebbe ridotto perché i pagamenti elettronici sono tracciabili. Infine, i pagamenti elettronici costano di meno rispetto al pagamento in contanti, se non altro perché richiedono meno risorse per produrre denaro.

Gli svantaggi messi in risalto da MoneyTransfers riguardano il fatto che i pagamenti elettronici riducono le interazioni. Inoltre, la finanza digitale rischia cyber attacchi. Incentivando i negozi online, possono mettere in crisi i negozi su strada. Infine, i pagamenti elettronici a volte possono essere difficili da controllare e possono generare cattive abitudini di spesa. 

Il contante messo in crisi dal Coronavirus

Il Covid ha messo in crisi il contante. La pandemia infatti ha generato la paura che il virus potrebbe trasmettersi con lo scambio di denaro. 

La ricerca ha messo in evidenza che alcuni stati hanno ridotto l’uso del contante proprio a seguito della pandemia. In questa top 10 spiccano:

  1. Tailandia: 57% delle persone che utilizzano meno spesso il contante;
  2. Malesia, 53%;
  3. Spagna, 52%;
  4. Emirati Arabi Uniti, 52%;
  5. Australia, 51%;
  6. Vietnam, 51%;
  7. Regno Unito, 50%;
  8. Canada, 49%;
  9. Indonesia, 48%,
  10. India, 47%.

La classifica continua così:

  1. Filippine, 45%;
  2. Singapore, 44%;
  3. Italia, 41%;
  4. Hong Kong, 38%;
  5. Francia, 37%;
  6. Germania, 35%;
  7. Cina, 32%;
  8. Danimarca, 29%;
  9. Taiwan, 27%;
  10. Stati Uniti, 25%;
  11. Svezia, 11%. 

È singolare che il Regno Unito, che nella prima classifica sembrava meno incline ad abbandonare il contante, ha però visto diminuire significativamente la percentuale di persone che lo utilizzano da quando è scoppiata la pandemia. 

Non deve invece trarre in inganno l’11% di svedesi che utilizzano di meno il contante, in quanto in Svezia i pagamenti elettronici sono una realtà più che consolidata, tanto che il paese si avvia a diventare la prima vera cashless society. 

In definitiva, conclude il report:

“In un mondo digitale in rapida evoluzione, sembra inevitabile gravitare verso forme di valuta prevalentemente digitali. I fattori socio-economici dettano le ragioni del desiderio o della resistenza dimostrata verso l’implementazione di forme elettroniche di pagamento, e per ovvie ragioni questo differisce da paese a paese”. 

Eleonora Spagnolo

Giornalista con la passione per il web e il mondo digitale. È laureata con lode in Editoria multimediale all’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in Web e Social Media Marketing.

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