Bitcoin: nuova ondata di email truffa
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Bitcoin: nuova ondata di email truffa

By Marco Cavicchioli - 17 Mar 2021

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Purtroppo negli ultimi tempi si è scatenata una nuova ondata di email truffa legate a Bitcoin. 

Molte di queste si presentano come delle specie di “avvisi” di guadagni o di proventi derivanti da ipotetici investimenti in BTC. 

I malfattori infatti inviano questi messaggi contenenti informazioni completamente inventate, e quindi fasulle, tentando di far credere alle loro potenziali vittime che possono incassare cifre anche significative seguendo una certa procedura. 

La procedura esiste realmente, ma consente solamente nell’invio ai malfattori di denaro. Invece i guadagni o i proventi ovviamente non esistono. 

Infatti i truffatori invitano chi risponde a queste email ad inviare loro del denaro per “sbloccare” i fondi, con l’astuzia di chiedere in pagamento un importo di molto inferiore a ciò che promettono di far incassare. In questo modo qualora la vittima creda a queste fandonie risulta essere particolarmente attratta dalle promesse, tanto da non farsi purtroppo molti scrupoli a “donare” il suo denaro ai truffatori. 

Un’altra truffa simile è quella che, al posto di chiedere direttamente il denaro, chiede alla potenziali vittime dati sensibili, come ad esempio i dati di accesso ai wallet o agli exchange, ma è meno frequente. 

Una truffa differente, perlomeno per come appare, è invece quella che minaccia la potenziale vittima di rendere pubblico del materiale compromettente a suo riguardo, come ad esempio video o foto che la ritrarrebbero in pose osè. 

Tuttavia, a ben guardare, si tratta sempre del solito schema, solo con una narrativa differente. 

Lo schema delle email truffa su Bitcoin

Lo schema infatti è sempre lo stesso: convincere il malcapitato ad inviare denaro al truffatore raccontando menzogne che lo convincano a farlo. Può cambiare la tipologia di menzogne raccontate, ma alla fine il meccanismo è sempre lo stesso.

A volte questo meccanismo fa leva sul desiderio di facili guadagni, altre volte sulla paura di essere infamato, ma pur cambiando l’emozione su cui fa leva la prassi rimane sempre la stessa. 

Si tratta comunque sempre di menzogne, totalmente inventate e prive di reali riscontri, che solo a volte vengono condite con dettagli che mirano a renderle più credibili. Qualora la potenziale vittima non riesca a rendersi in grado che non vi è nulla di vero in ciò che il truffatore racconta, purtroppo risulta piuttosto facile che cada nell’inganno. 

Inoltre le cifre richieste spesso sono davvero limitate, ed alla portata pressoché di tutti, pertanto se non ci si rende conto che sono solamente menzogne si può essere indotti a pagare. 

Per difendersi da questi tentativi basta essere in grado di verificare che ciò che viene raccontato non corrisponde a realtà.

Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

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