Nigeria e Bitcoin, storia di un rapporto speciale
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Nigeria e Bitcoin, storia di un rapporto speciale

By Eleonora Spagnolo - 26 Mar 2021

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La Nigeria ripone le sue speranze in Bitcoin. Questo sembra suggerire il fatto che il paese è il secondo più grande mercato Bitcoin dopo… gli Stati Uniti.

Basta sapere questo per comprendere come il ban della Banca Centrale della Nigeria al trading di Bitcoin abbia scatenato malumori e preoccupazioni nel paese.

In realtà nei giorni scorsi la Central Bank of Nigeria ha fatto una parziale marcia sostenendo di non voler vietare il trading di Bitcoin ma di voler evitare che il trading sia eseguito senza procedure di KYC e AML. 

Anche perché, tentare di vietare il trading di Bitcoin si è dimostrato un tentativo già fallimentare in Cina. Di fatto, vietando il trading di Bitcoin sugli exchange si è solo spostata l’attività sulle piattaforme peer to peer come dimostrano i picchi di scambi che si reg. 

Perché Bitcoin è tanto popolare in Nigeria

Ma i nigeriani sembrano avere fame di Bitcoin più che nelle altre parti del mondo. Questo accade perché Bitcoin è visto come una riserva di valore in una nazione alle prese con forti difficoltà economiche.

La decisione della Banca Centrale aveva scatenato molte critiche anche per il momento storico in cui è arrivata: Bitcoin infatti sta vivendo un anno molto particolare, dove sta crescendo di popolarità grazie all’adozione degli investitori istituzionali, e sta crescendo anche di prezzo. 

Se a tutto questo si aggiungono, come riporta Al Jazeera, le conseguenze della pandemia, che ha fatto perdere ulteriore valore alla valuta locale e ha fatto crollare il prezzo del greggio, la vera risorsa del paese, si capisce perché Bitcoin è diventato sempre più importante. 

Del resto i nigeriani sono una popolazione molto giovane e sono i giovani quelli più propensi ad innovare e a dirigersi su Bitcoin.

L’altro fattore da non dimenticare è che in Nigeria ben poche persone hanno accesso al sistema bancario. È qui quindi che Bitcoin ha trovato terreno fertile, visto che non richiede una banca, richiede solo uno smartphone con connessione ad internet. 

Sembra dunque che ci siano tutti i presupposti affinché Bitcoin possa costituire una risorsa economica per gli abitanti della Nigeria. 

 

Eleonora Spagnolo

Giornalista con la passione per il web e il mondo digitale. È laureata con lode in Editoria multimediale all’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in Web e Social Media Marketing.

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