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Il passaggio da Arte & Blockchain ad Arte & NFT
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Il passaggio da Arte & Blockchain ad Arte & NFT

By Andrea Concas - 9 Giu 2021

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È il 2016 quando si inizia a parlare di Arte & Blockchain ai primi convegni sul tema, dove le prospettive di applicazione di questa nuova tecnologia all’Arte erano tutte in divenire. 

Complice il grande hype del momento sulla Blockchain, gli addetti al settore ed alcune startup, compresa la nostra italiana Art Rights, hanno indagato sulla concreta applicazione della tecnologia al mondo dell’arte “fisico” e tradizionale.

Alcuni eventi in particolare nel 2018, come il Deloitte Art&Finance di Lussemburgo e il Christie’s Art+Tech Summit sono stati punti saldi per individuare quelli che ancora oggi sono i tre principali utilizzi della Blockchain per il mondo dell’Arte: la Tokenizzazione di un’opera d’arte, la Certificazione della Digital Art ed infine l’utilizzo quale Business Art Solution.

Quando si parla della tokenizzazione di un’opera, si fa riferimento alla possibilità di cartolarizzare un bene in più parti – sia esso fisico o digitale – grazie all’utilizzo di smart contract collegati, che normano i diritti di utilizzo, possesso o sfruttamento commerciale per quota parte.

Sono numerose le piattaforme che hanno provato nel tempo ad applicare questa condizione alle opere fisiche, una su tutte Maecenas, cercando di assimilare dinamiche di investimento tipiche della Borsa e dei mercati finanziari agli asset legati al mondo dell’arte.

Tuttavia, ad oggi, nessuna è riuscita ad emergere con successo a causa di problematiche legate alla liquidità del Secondo Mercato (le vendite successive alla prima), ossia per la difficoltà di rivendita nel breve periodo delle quote e creare quindi un guadagno, con un notevole problema legato ai bassi numeri di domanda e offerta.

Considerazione a parte merita la gestione del bene fisico e quindi la verifica della sua autenticità, l’attribuzione del valore economico e la conservazione  della stessa che spesso veniva attribuita a privati possessori del 60% delle quote.

Insieme a questo e più in generale, la poca sicurezza derivata dalle piattaforme proponenti che spesso erano acerbe startup sottocapitalizzate e poco strutturate nella gestione del lungo periodo.

Altra linea di applicazione della Blockchain diventa quella della Certificazione dell’Autenticità, o proprietà, di un’opera d’Arte Digitale, per la quale questa tecnologia è idealmente perfetta. 

Infatti se da un lato offre la trasparenza dei database distribuiti, dall’altro permette l’associazione, anche crittografica o condivisa, di un file digitale ad uno smart contract tra i quali gli ormai famosi NFT (Non Fungible Token), ma non solo, pensiamo anche alle DAO (Decentralized Autonomous Organization) ed altre applicazioni legate alla validazione temporale detta “Timestamp”.

Se fino a qualche anno fa la soluzione ha incontrato qualche ostacolo, legato soprattutto ad un valore esiguo del mercato dell’Arte Digitale, dopo l’esplosione del mercato degli NFT e più in generale dei Collectibles prima e Crypto Art dopo, l’attenzione di artisti e operatori del mercato dell’arte tradizionale vero la Blockchain è rapidamente salito.

L’ultima applicazione per questa tecnologia decentralizzata è quella di Art Business Solution con lo scopo di normare, tracciare, valorizzare e validare le transazioni economiche tra i protagonisti e i professionisti del settore a favore della Due Diligence e della Provenance, per l’assicurazione, il trasporto, la movimentazione, la fruizione e la compravendita delle opere d’arte.

La Blockchain può essere usata quindi quale tecnologia legante, tracciante e talvolta normante di un mercato, quello dei Servizi dell’Arte, che vale circa 20 miliardi di dollari a livello globale, in aggiunta al mercato degli scambi che è pari a circa 50,1 miliardi di dollari secondo l’ultimo Art Basel Global Market Report 2021, tutto a favore dell’autenticità e della fiducia nel mercato.

Società come Artory, Verisart e Art Rights sono tra le poche che oggi hanno creato una concreta rete di utilizzatori tra fisico e digitale, in particolare Art Rights, della startup italiana Art Backers, che ad oggi racchiude migliaia di utenti e opere (fisiche e digitali) che vengono certificate quotidianamente con la possibilità di interagire con una community di Artisti, Collezionisti, Galleristi e professionisti, basandosi interamente sui certificati di autenticità registrati nella Blockchain.

Se prima, da parte degli addetti al settore, vi era una diffidenza ed una più generale e tipica ritrosia al cambiamento, con la pandemia in corso, la fisicità perduta e la necessità di ricorrere all’online, sono stati costretti a pensare ad una nuova “Arte Post Coronavirus”, in particolare dopo il battesimo di Christie’s e la vendita a oltre 69 milioni di dollari dell’opera “Everydays: the first 5000 days” dell’artista Beeple, tutto è cambiato.

Oggi non si parla più di Blockchain, della tecnologia, di come funziona o dei dubbi ad essa legata, oggi si parla solo di NFT e di come far parte di questo mondo.

La vendita dell’11 Marzo 2021 ha decretato l’abbattimento delle barriere tecnologiche d’ingresso da parte del settore che, sentendosi validati e rassicurati prima da Christie’s, poi da Phillips e infine da Sotheby’s, e ora da tanti altri artisti e gatekeepers del settore in questi mesi si trovano coinvolti nel discutere quotidianamente di Arte e NFT.

Questo è il ruolo dell’innovazione per l’Arte, dove un fattore scatenante fa diventare disruptive una tecnologia o il suo utilizzo in un determinato settore

Tutto questo fa parte del gioco, ma la cosa più interessante è che quello che è avvenuto fino ad oggi con gli NFT non ha nulla a che fare con il canonico mondo dell’arte: erano dinamiche consolidate del mondo Crypto.

Ora è giunto il momento di parlare e di scrivere la storia e le regole legate all’Arte & NFT!

Articolo apparso originariamente sulla newsletter DeFi Today.

Andrea Concas
Andrea Concas

Appassionato, curioso, talvolta visionario, ogni giorno Andrea Concas parla di arte e innovazione come art entrepreneur, docente, divulgatore e speaker in tutto il mondo. È fondatore e CEO della startup dell’arte Art Rights piattaforma per la gestione e certificazione delle opere d’arte fisiche e digitali con Blockchain.

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