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Slovenia: una nuova legge per regolamentare le crypto
Slovenia: una nuova legge per regolamentare le crypto
Regolamentazione

Slovenia: una nuova legge per regolamentare le crypto

By Riccardo Mangiapane - 1 Set 2021

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La Slovenia Press Agency (STA) ha riportato la notizia di una nuova proposta da parte dell’Amministrazione finanziaria della Repubblica di Slovenia, o FURS, che vuole incrementare la regolamentazione delle crypto e rendere più controllabile questo mercato.

Slovenia, un paese in crescita

La Slovenia, per quanto piccola, è uno dei paesi in più rapida crescita in Europa, in particolare in ambito finanziario e crypto.

A tal proposito è importante ricordare che la Slovenia è il paese con la più alta capitalizzazione di mercato pro capite di progetti blockchain, con una media di 14,5 società blockchain per milione abitanti.

Inoltre, la capitale Lubiana conta diversi ATM Bitcoin e parecchi commercianti che affermano di accettare Bitcoin o altre criptovalute.

La modifica alla regolamentazione crypto in Slovenia

La FURS ha proposto di modificare il modo in cui viene tassato il reddito delle criptovalute in modo che venga imposta un’aliquota fiscale del 10% quando la moneta digitale viene spesa in beni o scambiata con denaro contante.

L’Agenzia delle Entrate slovena intende implementare il nuovo regime fiscale attraverso l’adozione di modifiche legislative, e questa misura, secondo le analisi fatte, dovrebbe rendere più semplice la rendicontazione fiscale relativa alle criptovalute.

Questo avviene perché l’amministrazione finanziaria, grazie alla nuova legge, non dovrà più esaminare numerose transazioni effettuate da un contribuente tra l’acquisto e la vendita della valuta digitale.

Attraverso la digitalizzazione del processo, l’autorità si concentrerà esclusivamente sull’acquisto di beni e servizi o sulla conversione di criptovalute in valute legali.

Secondo le normative vigenti in Slovenia, la FURS analizza caso per caso l’attività di un individuo in risorse digitali, e ciò può comportare un processo amministrativo di controllo lungo e poco efficiente. Di norma, ad esempio, le persone fisiche devono pagare l’imposta sulle plusvalenze dalla vendita di criptovalute quando realizzano il reddito come attività commerciale.

Tuttavia, anche in base alle nuove regole fiscali, un investitore di criptovalute dovrebbe in ogni caso dimostrare eventuali perdite subite, e di conseguenza il processo richiederebbe nuovamente la verifica di più transazioni.

In un’intervista pubblicata dalla STA, esponenti dell’amministrazione finanziaria hanno dichiarato:

“Vorremmo sottolineare che non è il profitto che sarà tassato, ma piuttosto l’importo che un residente fiscale sloveno riceve sul proprio conto bancario quando trasforma la valuta virtuale in contanti o quando acquista una cosa.”

Riccardo Mangiapane
Riccardo Mangiapane

Laureando magistrale in Management and Finance presso l'università LUMSA di Roma. Appassionato in fintech e crypto, segue con interesse gli avvenimenti sui mercati finanziari cooperando in team all’analisi di diversi casi studio durante il suo percorso accademico.

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