Orientarsi nel mondo degli exchange crypto
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Orientarsi nel mondo degli exchange crypto

By Vincenzo Cacioppoli - 22 Set 2021

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Nel sempre più frastagliato mondo degli exchange di criptovalute, molti nati sulla scia del grande successo di colossi come Binance, Coinbase, Kraken Huobi e Upbit, sono sicuramente poco affidabili, sia dal punto di vista della sicurezza che della trasparenza e funzionalità.

I maggiori exchange e i sistemi di sicurezza per evitare furti da parte di hacker

Secondo un sondaggio fatto nel 2019 dall’agenzia di ricerche di mercato Statista, per il 40% dei trader degli intervistati la sicurezza era il maggior problema degli exchange, per  il 37%  il problema principale era il costo delle commissioni di transazione, e il 36% citava la mancanza di liquidità.

Sul piano della sicurezza in questi anni i principali exchange hanno lavorato molto per evitare casi di furti milionari da parte di hacker di professione adottando da tempo il sistema della autenticazione a doppio fattore (2Fa) per evitare o almeno limitare i casi sempre più frequenti di hackeraggio dei conti.

Con questo sistema viene utilizzata un doppia chiave per autenticare l’ingresso sulla piattaforma da parte di un utente. 

Legato alla sicurezza è anche il tema del servizio di assistenza ai clienti, in cui Kraken sembra sicuramente farsi preferire anche ai colossi come Coinbase e Binance, i cui servizi di assistenza sembrano piuttosto carenti, considerando i molti commenti negativi registrati da un numero sempre crescente di utenti.

Altro fattore importante è la liquidità degli exchange che rappresenta la facilità di convertire una criptomoneta in cash o in un altra criptovaluta.

Questo serve sia come garanzia per gli investitori e sia per stabilizzare le  fluttuazioni e la volatilità del mercato. In questo caso Binance, Coinbase, Huobi, Kucoin, Kraken e Bitfinex sono sicuramente fra gli exchange maggiormente liquidi.

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Sapersi muovere tra i vari exchange

Quali sono gli exchange più convenienti in termini di commissioni

Uno degli aspetti che maggiormente viene considerato per la scelta dell’exchange su cui operare da parte degli utenti è certamente quello delle commissioni pagate per ogni operazione. Gran parte del grande successo di Binance si deve proprio alle sue commissioni fra le più basse di tutto il mercato.

Le commissioni sono di tre tipi: sul trading, sul deposito o il  ritiro di criptovalute e sul finanziamento o leva in criptovalute. 

Per quanto riguarda le commissioni sul trading Binance con lo 0,1% è sicuramente l’exchange più conveniente, con la possibilità  di uno sconto del 25% se si usano i token della piattaforma BnB. 

Poloniex ha commissioni di partenza più basse ancora con lo 0,09 ma senza possibilità di sconti, mentre Gemini e Coinbase con una commissione fra lo 0,9 e l’1,9% sono sicuramente fra gli exchange meno convenienti da questo punto di vista. 

Le commissioni che si pagano su Kraken, Bitfinex e Huobi sono in media dallo 0,16 allo 0,25%. Per quanto riguarda il deposito pochissimi exchange hanno una fee (Gemini è uno di questi), mentre sul ritiro sono molti quelli che applicano delle fee, che sono variabili a seconda della criptovaluta ma che in media si aggirano sui 7/10 dollari.

La nuova frontiera degli exchange defi

A fianco della finanza centralizzata si pone sempre più spesso come alternativa per superare alcune lacune in termini di sicurezza, quella decentralizzata.

In quest’ultimo anno si è assistito ad un vero e proprio boom dell’offerta di prodotti e progetti di finanza decentralizzata e di conseguenza si sono moltiplicati anche gli exchange Defi che utilizzano il sistema automated market maker.

Si tratta in parole molto semplici di meccanismi autonomi di  trading che eliminano il bisogno di un intermediario come negli exchange tradizionali. In simili piattaforme gli ordini di compravendita di asset vengono eseguiti attraverso smart contract e il mercato viene regolato così da algoritmi matematici che si regolano sugli ordini immessi dai vari operatori in quel momento nel mercato.

Il principale di questi exchange è sicuramente Uniswap, che recentemente ha dovuto subire un inchiesta da parte della Sec americana per presunte irregolarità su un prodotto finanziario di lending.

Altri exchange come Bisk, Pancake Swap o Sushi Swap stanno conquistando ampie fette di un mercato, che è ancora molto ridotto rispetti a quello della finanza centralizzata, ma che sicuramente potrebbe avere sviluppi futuri più promettenti. 

La sua diffusione è ancora troppo bassa e di difficile accesso per chi non ha già una certa expertise del mondo crypto per poter davvero fare concorrenza a colossi come Coinbase e Binance.

Vincenzo Cacioppoli

Vincenzo è genovese di nascita ma milanese di adozione. E' laureato in scienze politiche. E' un giornalista, blogger, scrittore, esperto di marketing e digital advertising. Dopo una lunga esperienza nel marketing tradizionale, comincia attività con il web e il digital advertising nel 2011 fondando una società Le enfants. Da sempre appassionato di web e innovazione, nel 2018 approfondisce le tematiche legate alla blockchain e alle criptovalute. Trader indipendente in criptovalute dal marzo 2018, collabora con aziende del settore come content marketing specialist. Nel suo blog. mediateccando.blogspot.com, da tempo si occupa soprattutto di blockchain, che considera come la più grande innovazione tecnologia dopo Internet. A novembre è prevista l'uscita del suo primo libro sulla blockchain e il fintech.

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