Anche il Laos ha in cantiere un progetto per una valuta digitale di Stato
Anche il Laos ha in cantiere un progetto per una valuta digitale di Stato
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Anche il Laos ha in cantiere un progetto per una valuta digitale di Stato

By Vincenzo Cacioppoli - 4 Ott 2021

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Secondo l’agenzia di stampa Nikkei Asia, la Banca Centrale del Laos inizierà, insieme all’azienda fintech giapponese Soramitsu, uno studio per una valuta digitale di Stato (CBDC).

Il Laos e la digitalizzazione del kip

Soramitsu è una startup giapponese specializzata nel settore fintech. E’ nota per aver collaborato con la Banca Nazionale della Cambogia per sviluppare la piattaforma di pagamento digitale Bakong. Inoltre si è attivata per aiutare il Paese a ridurre la grande dipendenza dal dollaro. 

L’applicazione ha già avuto l’adesione di circa 200.000 utenti e può essere utilizzata in circa 2000 negozi in tutto il Paese.

Il progetto avrebbe come specifico obiettivo quello di rafforzare la valuta locale, il Kip, e sarebbe una risposta allo yuan digitale. 

Conosciamo la dipendenza del Laos dalla Cina, essendo il secondo partner commerciale dopo la Thailandia. Secondo i dati Ocse, nel 2020 l’export verso la Cina valeva quasi 1,9 miliardi di dollari, mentre l’import valeva 1,87 miliardi.  

Una valuta digitale di stato avrebbe la funzione di raccogliere i dati necessari per avere il polso della situazione dell’economia e capire meglio la quantità di denaro in circolazione.

Il CBDC potrebbe aiutare questi Stati, che sono dipendenti dalle rimesse dall’estero, ad avere risparmi nei tempi e nei costi rispetto ai trasferimenti di denaro transfrontalieri.

Il progetto Mbridge per i pagamenti transfrontalieri

Questa notizia, arriva pochi giorni dopo che la Bis, la banca per i regolamenti internazionali, ha annunciato un progetto di una valuta digitale per i pagamenti transfrontalieri fra quattro Paesi: Thailandia, Cina, Hong Kong ed Emirati Arabi.  

Il progetto dovrebbe valutare in termini di velocità  e costi la convenienza di una valuta digitale comune per effettuare trasferimenti di denaro fra Stati diversi.

Questo dimostra quale sia il dinamismo della zona in termini di valute digitali, dopo l’annuncio della Cina di voler presto implementare un suo yuan digitale. 

In molti Paesi asiatici sarebbe proprio lo yuan la valuta di riferimento, che dopo la grande crisi finanziaria del 2008 avrebbe sostituito la grande dipendenza dal dollaro americano.

E’ inevitabile che un possibile yuan digitale porti molti asiatici limitrofi a valutare l’emissione di una propria valuta digitale di Stato. L’ultimo in ordine di tempo, prima del Laos, era stato il Bhutan, che nei giorni scorso ha annunciato un progetto di una sua valuta digitale in collaborazione con Ripple.

Laos
Il Laos progetta una valuta digitale di Stato

Il Laos ha di recente autorizzato il mining 

Negli ultimi mesi, il Laos ha dimostrato sempre maggiore interesse per le criptovalute. A metà settembre ha concesso a sei società l’autorizzazione ad effettuare il mining di criptovalute, dopo il bando che la Cina ha imposto sul proprio territorio a questo tipo di attività.

Il grande consumo di energia necessario al mining non sarebbe un grosso problema, considerando il surplus di energia che avrebbe il Laos grazie ai grandi impianti idroelettrici presenti.

A molti questo è sembrato un deciso cambio di passo dopo che ad agosto la Banca Centrale aveva avvertito dei rischi legati all’uso e al trading di criptovalute. Secondo alcune fonti governative sarebbe già allo studio un progetto di regolamentazione del trading e dell’uso delle criptovalute nel paese, che potrebbe vedere la luce entro la fine dell’anno. 

Questo diverso atteggiamento del governo del Laos verso le criptovalute sarebbe determinato dalla crisi del turismo, una delle principali fonti di reddito del paese. Problema determinato soprattutto dalla pandemia di Covid-19, che ha drasticamente ridotto il consumo di energia. Le criptovalute potrebbero diventare una nuova lucrosa attività per una delle economie più povere del pianeta.

Gli Stati Uniti hanno avvertito però dei grossi rischi che l’uso delle criptovalute potrebbe portare. Soprattutto in relazione al riciclaggio da parte della criminalità del Paese. Criminalità legata al narcotraffico, molto diffuso nella zona e la cui attività avrebbe avuto un’impennata durante la pandemia. 

Vincenzo Cacioppoli

Vincenzo è genovese di nascita ma milanese di adozione. E' laureato in scienze politiche. E' un giornalista, blogger, scrittore, esperto di marketing e digital advertising. Dopo una lunga esperienza nel marketing tradizionale, comincia attività con il web e il digital advertising nel 2011 fondando una società Le enfants. Da sempre appassionato di web e innovazione, nel 2018 approfondisce le tematiche legate alla blockchain e alle criptovalute. Trader indipendente in criptovalute dal marzo 2018, collabora con aziende del settore come content marketing specialist. Nel suo blog. mediateccando.blogspot.com, da tempo si occupa soprattutto di blockchain, che considera come la più grande innovazione tecnologia dopo Internet. A novembre è prevista l'uscita del suo primo libro sulla blockchain e il fintech.

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