No, Striscia la Notizia non ha ragione sugli NFT
No, Striscia la Notizia non ha ragione sugli NFT
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No, Striscia la Notizia non ha ragione sugli NFT

By Amelia Tomasicchio - 5 Ott 2021

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Dopo aver parlato di NFT lo scorso aprile da un punto di vista didattico, Striscia la Notizia torna sull’argomento. E così ieri sera, 4 ottobre 2021, è andata in onda una nuova puntata dedicata ai non fungible token.

Però, l’occasione di fare educazione è andata sprecata, e Marco Camisani Calzolari, durante la puntata, ha voluto mettere in luce solo i potenziali lati negativi di questa tecnologia.

NFT e riciclaggio di denaro sporco

La puntata, dal titolo “NFT e riciclaggio di denaro sporco, sottolinea come questo mercato avrebbe “attratto la malavita internazionale”

Il vero problema non è solo che non esista nessuna prova di questa forte affermazione, ma che gli esempi, che sono stati riportati per sostenere questa tesi, risultino essere inconsistenti.

Il motivo per cui secondo Striscia ci sarebbe qualcosa di losco dietro al mondo NFT andrebbe ricercato forse nei valori stellari a cui sono vendute determinate opere. 

Si arriva anche a dire che, poiché un Picasso viene venduto per 40 milioni di dollari, è impossibile che Beeple abbia venduto la sua opera “Everydays: the first 5000 days” per oltre 69 milioni di dollari. Si fa intendere quindi che le ragioni andrebbero da ricercarsi nel riciclaggio di denaro sporco.

Queste le testuali parole dette proprio in riferimento al caso Beeple e al collezionista Metakovan: 

“Il motivo è che spesso molti truffatori nel settore dei servizi online, delle crypto e delle sostanze illegali si fanno pagare in criptovalute. Si trovano per esempio con un mucchio di Bitcoin che non possono trasformare facilmente in dollari perché il fisco gliene chiederebbe la provenienza. E allora gli NFT sono molto utili”.

Durante l’episodio, oltre a mostrare l’opera di Beeple, viene portato come esempio anche una famosa opera della serie Art Blocks, spiegando anche qui che i prezzi sarebbero forse stati gonfiati per riciclare denaro.

Altro errato riferimento che viene fatto nella puntata è quello di dire che i wallet sono anonimi. In realtà, Bitcoin o Ethereum sono pseudo-anonimi e tutte le transazioni possono essere tracciate attraverso blockchain. Quindi tutti i passaggi sono rintracciabili, specialmente attraverso wallet collegati, tramite Metamask, al profilo pubblico di un artista su un marketplace.

Striscia
Striscia la Notizia scivola sugli NFT

Picasso vs Beeple

Volendo continuare con l’inesatto esempio riportato da Striscia, va detto che il record di vendita di un Picasso va anche oltre i 100 milioni di dollari. Ovviamente, dipende dall’opera. Esistono opere di Andy Warhol, Salvador Dalì che valgono anche poche migliaia di dollari, per cui il paragone tra quella precisa opera di Picasso da $ 40 milioni e l’arte digitale di Beeple non può reggere.

Sul paragone tra NFT e arte fisica,  Andrea Concas, Art Entrepreneur e autore del libro “Crypto Arte”, ha spiegato a The Cryptonomist:

“Premessa l’innovazione del tema in oggetto, in primis sarebbe bene differenziare un NFT collectibles da un’opera di crypto arte come due tipologie di asset digitali completamente differenti con dinamiche altrettanto differenti. Altresì ricordiamo che anche l’arte tradizionale “fisica”, al pari attualmente degli NFT, è un mercato non regolamentato, come del resto di innumerevoli altri settori, in cui, nostro malgrado, fenomeni del genere, capitano ogni giorno, ove il valore delle opere/beni immessi nel mercato spesso non è quantificabile e riscontrabile da valenze culturali o storiche ma solo da dinamiche del mercato stesso e dei suoi operatori. Ma questa è l’arte che sia fisica o digitale. Lo studio, la conoscenza e l’analisi del mercato sono sempre ottimi consiglieri”.

L’opera di Beeple è stata venduta da Christie’s, stessa casa d’asta che ha messo in vendita proprio il Picasso citato. Questo vorrebbe dire che anche Christie’s, o almeno Beeple o il famoso miliardario Metakovan, sarebbero coinvolti nella malavita?

Striscia la Notizia e il caso di Art Blocks

Ma facciamo finta che Striscia non lo abbia veramente detto… 

L’esempio di Art Blocks invece era chiaro e diretto. Purtroppo per Striscia, il progetto Art Blocks comprende oltre 99,000 NFT la cui media di vendita è di 269 milioni di dollari con oltre 30mila NFT venduti nell’ultimo mese e quasi 13mila wallet coinvolti. Sono quindi tutti in mano alla mafia?

E cosa dire delle Bored Apes allora? O dei CryptoPunks? O delle carte BitCrystals e delle uova di Twitter? Se seguissimo il ragionamento dei valori esorbitanti di questo settore sarebbe tutto da ricondurre al riciclaggio.

Amelia Tomasicchio

Esperta di digital marketing, Amelia inizia a lavorare nel settore fintech nel 2014 dopo aver scritto la sua tesi di laurea sulla tecnologia Bitcoin. Precedentemente è stata un'autrice di Cointelegraph e CMO di Eidoo. Oggi è co-founder e direttrice di Cryptonomist. E' stata nominata una delle 30 under 30 secondo Forbes. Oggi Amelia è anche insegnante di marketing presso Digital Coach e Business Developer di Huobi per il mercato italiano.

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