Ultima chiamata per i creditori di Mt Gox
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Criptovalute

Ultima chiamata per i creditori di Mt Gox

By Vincenzo Cacioppoli - 8 Ott 2021

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Scade oggi il termine imposto dal tribunale fallimentare giapponese per accedere al piano di rimborso per l’exchange Mt.Gox. Fallito nel 2014 a causa della più grande bancarotta del mondo crypto, Mt.Gox all’epoca comportò la perdita di 850.000 Bitcoin, per un valore ai prezzi attuali di oltre 45 miliardi di dollari.

I nuovi milionari del Bitcoin

Questa decisione potrebbe creare una serie di nuovi milionari, considerando che molti degli utenti colpiti dal crollo dell’exchange nel 2014 possedevano decine di Bitcoin, che ai valori attuali li avrebbe resi milionari. Secondo alcuni creditori, fra cui il vecchio Ceo dell’exchange Yuzo Kano, i prezzi dei bitcoin rimborsati sarebbero indicizzati a quelli del 2014 e non a quelli attuali. 

Mt Gox, fondato nel 2010, in pochi mesi riuscì a diventare il primo exchange al mondo riuscendo a gestire quasi il 70% di tutte le transazioni del mercato.

Nel 2014 un gruppo di hacker realizzò uno dei maggiori furti di criptovalute della storia, sottraendo a circa 25.000 utenti 850.000 Bitcoin. Di questi fino ad ora ne sarebbero stati recuperati 200.000, che dovrebbero essere distribuiti in proporzione fra i vecchi utenti della piattaforma.

Dopo diversi rinvii il tribunale di Tokyo nel dicembre del 2020 ha approvato un piano di suddivisione dei bitcoin recuperati, che dovrebbe essere accettato da ogni singolo creditore, pena la perdita del diritto di ricevere il rimborso. La scadenza sarebbe stata appunto quella del 8 Ottobre 2021.

MtGox
Mt.Gox ha chiuso nel 2014

Mt.Gox. Il crollo dell’exchange che voleva conquistare il mondo 

La storia dell’exchange Mt. Gox rappresenta molto bene la parabola di molte storie di successo immediato ed improvviso e di altrettanto repentine cadute.

Dopo essere stato fondato nel 2010, a Tokyo, da Jed Mc Caleb, co-fondatore di Stellar e Cto di Ripple fino al 2013, in soli tre anni l’exchange era diventato il più grande al mondo.

Il 70% di tutte le  transazioni in criptovalute passavano dalla sua piattaforma. Nel 2011 e nel 2012 subì diversi attacchi hacker che portarono al furto di circa 25000 Bitcoin. Fu l’attacco hacker del 2014, che comportò il furto di 850.000 Bitcoin, con conseguente bancarotta e relativa chiusura dell’exchange.

All’epoca dei fatti le disavventure di Mt.Gox determinarono un crollo delle quotazioni del Bitcoin del 36%. Secondo alcuni esperti un’eventuale risoluzione positiva della controversia legale, con circa 200.000 Bitcoin in circolazione, potrebbe provocare un altro crollo delle quotazione di Bitcoin

Hackers e criptovalute

Il caso di Mt.Gox è stato forse il primo caso di hackeraggio ad un grande exchange di criptovalute. In questi anni sono stati innumerevoli i casi di violazione della sicurezza che hanno colpito i principali exchange mondiali.

Nel Marzo del 2019 un attacco hacker ha colpito Binance il più grande exchange del mondo, che ha dovuto subire il furto di 7000 Bitcoin, per un valore di 40 milioni di dollari.

A marzo del 2021 è stata la volta del  colosso americano Coinbase, quotato al Nasdaq, a subire l’attacco di un hacker, che ha svuotato i conti di 6000 utenti

Mentre ad aprile gli hackers hanno colpito Liquid, un altro exchange giapponese sottraendo alla piattaforma criptovalute per il valore di circa 97 milioni di dollari.

Vincenzo Cacioppoli

Vincenzo è genovese di nascita ma milanese di adozione. E' laureato in scienze politiche. E' un giornalista, blogger, scrittore, esperto di marketing e digital advertising. Dopo una lunga esperienza nel marketing tradizionale, comincia attività con il web e il digital advertising nel 2011 fondando una società Le enfants. Da sempre appassionato di web e innovazione, nel 2018 approfondisce le tematiche legate alla blockchain e alle criptovalute. Trader indipendente in criptovalute dal marzo 2018, collabora con aziende del settore come content marketing specialist. Nel suo blog. mediateccando.blogspot.com, da tempo si occupa soprattutto di blockchain, che considera come la più grande innovazione tecnologia dopo Internet. A novembre è prevista l'uscita del suo primo libro sulla blockchain e il fintech.

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