Staking: un concetto semplice ma non banale
Staking: un concetto semplice ma non banale
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Staking: un concetto semplice ma non banale

By Marco Cavicchioli - 17 Ott 2021

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Nel mondo crypto “fare staking” di una criptovaluta è un concetto semplice da afferrare, ma non banale da comprendere. 

Come funziona lo staking

Molti token offrono la possibilità di essere messi in staking, ovvero immobilizzati per un certo periodo in cambio di un rendimento pagato nel medesimo token. 

Per molte persone ciò è sufficiente, ma per comprendere realmente come funzionano i meccanismi alla base dello staking bisogna approfondirne un po’ la conoscenza. 

Tutto nasce dalla cosiddetta Proof-of-Stake (PoS), ovvero un algoritmo di consenso alternativo alla Prof-of-Work (PoW). 

PoW è l’algoritmo di consenso utilizzato da Bitcoin, ma è usato anche da Ethereum. Ha due limiti: è lento e dispendioso. 

Le transazioni sulle blockchain che usano PoW richiedono diversi secondi, se non minuti, per poter essere confermate, e richiedono spesso anche costi di commissione elevati. 

PoW si basa sul lavoro dei miner, e questo ne riduce la velocità di esecuzione e ne aumenta il costo. 

PoS è nato come algoritmo di consenso alternativo che consente transazioni rapide, tanto che Ethereum 2.0 è basato su PoS e non più su PoW. 

Proof-of-Stake si basa per l’appunto sullo staking, ovvero l’immobilizzazione di una certa quantità di criptovaluta, ripagata con altri token identici della stessa criptovaluta, per partecipare alla convalida delle transazioni. 

In inglese il verbo “to stake” significa o “rischiare una somma di denaro”, o “sostenere qualcosa fissandolo a dei paletti”. Ed in fondo ciò che fa chi mette in staking le proprie criptovalute è proprio sostenere la PoS investendole. 

Il protocollo può prevedere che, in caso di comportamento scorretto, al validatore che ha immobilizzato i propri token questi possano essere in parte sottratti. Questa sorta di punizione è per non aver svolto correttamente la convalida. in questo modo i validatori tendono così ad essere corretti. 

Staking
Come fare staking

Modalità di investimento e prestiti P2P

Questa attività di validazione viene effettuata dai nodi, ma è possibile partecipare allo staking anche immobilizzando i propri token in pool con altri utenti in modo da non dover prendersi l’impegno di far girare e gestire un nodo: spesso molti tra coloro che investono nello staking su PoS fanno in questo modo. 

Nel corso del tempo si è diffuso l’utilizzo del termine staking anche per indicare una modalità di investimento e guadagno molto simile, ma che non c’entra con la convalida delle transazioni. 

Visto che per l’utente medio fare staking può significare anche solamente immobilizzare i propri token in cambio di un rendimento, il termine ha iniziato ad essere usato anche per indicare investimenti di questo tipo, ma basati su attività differenti rispetto alla convalida delle transazioni con PoS. 

Il classico caso è quello dei prestiti P2P, perchè sebbene il termine tecnico da utilizzare sarebbe “lending”, spesso chi fornisce il servizio di ripagare i capitali immobilizzati per essere prestati preferisce chiamarlo “staking“, per ragioni commerciali, visto che risulta spesso molto più facile da comprendere per gli utenti. 

Così vengono offerti anche servizi di pseudo “staking” su BTC, sebbene non sia assolutamente possibile partecipare alla convalida di transazioni Bitcoin con PoS. Questi infatti si basano solo su PoW. Si tratta in realtà di servizi di lending, chiamati “staking” per pure ragioni commerciali. In questi casi tecnicamente sarebbe scorretto utilizzare la parola “staking”. Viene però utilizzata lo stesso con il significato del verbo inglese “to stake” di “rischiare una somma di denaro” prestandola in cambio di interessi. 

Mentre all’utente medio spesso interessa solo ricevere dei rendimenti in cambio dell’immobilizzazione dei propri token, in realtà lo staking nasconde un’attività relativamente complessa che merita conoscere qualora se ne voglia aprofittare. 

Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

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