Australia, nuovo rapporto del Senato sulla regolamentazione crypto
Australia, nuovo rapporto del Senato sulla regolamentazione crypto
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Australia, nuovo rapporto del Senato sulla regolamentazione crypto

By Fabiana D'Urso - 22 Ott 2021

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In Australia un rapporto del Senato ha definito l’importanza di creare nuovi emendamenti nell’ambito della regolamentazione crypto, che definiscano anche l’operatività dei minatori di asset digitali.

Lo ha comunicato sottolineando la necessità di introdurre sconti dal punto di vista fiscale e licenze per scambio di criptovalute.

Australia, regolamentazione e competitività nel settore crypto

L’obiettivo è quello di rendere prima di tutto l’Australia competitiva agli stessi livelli di Singapore che attualmente è il modello leader nella definizione delle normative applicate alle criptovalute. Altri paesi sul cui piano i legislatori australiani si stanno mettendo, sono il Regno Unito e l’America.

Dallo stesso rapporto si evince la volontà del comitato tecnico del Senato di avere maggior precisione e chiarezza su quelli che sono i meccanismi regolatori delle banche. Banche che possono anche non accettare di concedere servizi finanziari a clienti che utilizzino criptovalute.

Australia crypto
In Australia con la pandemia è aumentato il trading crypto

La crescita del settore crypto in Australia

Nell’ultimo anno c’è stata una forte crescita nel settore delle criptovalute in Australia. Cosa strana però, i maggiori istituti finanziari non hanno voluto investire nel campo per paura di incorrere in rischi troppo alti dettati dalla volatilità dei prodotti e dalle continue oscillazioni di mercato.

Nel rapporto si legge:

L’Australia deve sistemare le sue regole per fare spazio alle entità con una “struttura societaria autonoma decentralizzata” e le sue regole fiscali in modo che le persone paghino le tasse sul commercio dei beni digitali solo quando fanno un guadagno di capitale chiaramente definibile”.

Il presidente del comitato tecnologico del Senato, Andrew Bragg, ha invece detto:

“Significa che gli australiani possono avere più controllo del loro destino finanziario piuttosto che essere dipendenti da un’intermediazione senza fine. Il comitato ha raccomandato un quadro completo di criptovalute per fornire la leadership australiana. Saremo competitivi con Singapore, il Regno Unito e gli Stati Uniti”.

L’Australian Taxation Office, ha analizzato e reso noto nel 2020 un forte aumento del trading. Questo è stato dovuto anche alla situazione pandemica che ha creato nuovi bacini di utenza finanziari. E sebbene si sia cercato di stare al passo con i tempi di evoluzione dei vari sbocchi economici “digitali” come gli NFT e le nuove evoluzioni blockchain, i ritorni non sono stati ottimali.

Ad inizio del 2021 un settimo degli australiani possedeva criptovalute. Questo stato delle cose aveva portato ad un continuo investimento a raffica online, portando alcuni valori digitali a livelli record. L’ammontare delle criptovalute detenute dalla popolazione era di circa 8 miliardi di dollari australiani e tra queste un posto in prima linea era di Bitcoin.

Dopo l’uscita del rapporto molte persone hanno richiesto una nuova normative e regole diverse per lo scambio delle criptovalute.

Caroline Bowler, CEO di BTC Markets, ha sottolineato come le conclusione a cui sia arrivato il rapporto del Senato, vada a segnare un passo in avanti. L’Australia può e soprattutto deve guardare al futuro della nuova finanza decentralizzata con un valore di confronto in più rispetto agli altri paesi.

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