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Causa Ripple-SEC, gli investitori contro la Commissione
Causa Ripple-SEC, gli investitori contro la Commissione
Regolamentazione

Causa Ripple-SEC, gli investitori contro la Commissione

By Eleonora Spagnolo - 26 Ott 2021

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Alla SEC non conviene più fare causa ai business crypto, come accaduto a Ripple: finirebbe per danneggiare gli stessi investitori che in teoria dovrebbe proteggere.

È questa la tesi di Forbes, sposata in pieno anche dal CEO di Coinbase Brian Armstrong.

Perché la causa Ripple-SEC è un male per gli investitori

In attesa che la vicenda legale tra le SEC e Ripple arrivi a conclusione, Forbes fa riflettere sul fatto che gli stessi investitori di Ripple sono stati danneggiati e a loro volta si sono scagliati contro la SEC.

È stato un avvocato di Rhode Island, John Deaton, il primo a fare causa alla SEC rappresentando un gruppo di piccoli investitori. Successivamente si sono unite altre 19.000 persone. 

Già perché quando la SEC dichiarò guerra a Ripple, il prezzo di XRP crollò. Se a novembre 2020 la criptovaluta aveva ripreso a crescere tornando a 70 centesimi, a dicembre perse significativamente di valore. XRP ha iniziato il 2021 a circa 20 centesimi. Oggi, cavalcando il mercato bullish, XRP è tornata a valere 1,13 dollari, ma resta lontana dai fasti del 2017 quando arrivò a lambire i 4 dollari.

In più, molti exchange, spaventati dalle conseguenze legali, hanno preferito delistare XRP.

Ethereum si lanciò con una ICO, a differenza di XRP

XRP: token o security

Il punto è che se veramente XRP fosse dichiarata una security, anche gli exchange sarebbero in una posizione scomoda. Vendere una security richiede delle licenze adeguate. Ma XRP non si riteneva una security e pertanto non aveva mai prodotto quelle licenze che la SEC ora chiede.

Il cosiddetto XRP Army ora rinfaccia alla SEC di aver adottato due pesi e due misure. Ad esempio, Ethereum, che per lanciarsi ha utilizzato una ICO, non è stata perseguitata dalla SEC. Anzi, uno degli esponenti più in vista della SEC, William Hinman, nel 2018 arrivò a sostenere che Ethereum e Bitcoin non dovessero essere considerate security. La SEC nel procedimento contro Ripple ha bollato quelle parole come una posizione personale.

Per i fan di XRP è la prova che neanche la SEC aveva le idee chiare a sufficienza. 

Ad ogni modo, secondo chi sta dalla parte di Ripple, non ha senso perseguitare  l’azienda di XRP che non si è lanciata tramite ICO e lasciare in pace Ethereum.

Le ICO erano effettivamente dei prodotti di investimento. Lo stesso non può dirsi per i token XRP che non danno alcun diritto di guadagno agli holder, ma sono preda delle leggi del mercato.

La SEC prenda atto della crescita del mercato crypto

Ma alla SEC conviene veramente accanirsi contro il settore crypto che attualmente vale 2.000 miliardi di dollari? 

I business di criptovalute sono cresciuti talmente tanto, che avviare una causa ad uno di loro vuol dire danneggiare gli investitori che la SEC dovrebbe proteggere. 

Questo è quel che sottolinea Brian Armstrong:

“Il caso Ripple sembra andare meglio del previsto. Nel frattempo la SEC si sta rendendo conto che attaccare le criptovalute è politicamente impopolare (perché danneggia i consumatori).

L’ironia è che le persone che si suppone stiano proteggendo sono quelle che li attaccano”.

È anche per evitare questi cortocircuiti che Coinbase è al lavoro su una bozza di regolamentazione del settore delle criptovalute da condividere con le autorità e le istituzioni.

La causa tra Ripple e la SEC è figlia di un panorama non regolamentato, che lascia spazio ad interpretazioni. Con leggi chiare, questo non dovrà più accadere: ne gioveranno le attività crypto, ne beneficerà il settore, ma soprattutto potranno guadagnarne gli investitori, retail o istituzionali poco importa.

Eleonora Spagnolo

Giornalista con la passione per il web e il mondo digitale. È laureata con lode in Editoria multimediale all’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in Web e Social Media Marketing.

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