Bitcoin: aumenta ancora l’interesse degli investitori istituzionali
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Bitcoin: aumenta ancora l’interesse degli investitori istituzionali

By Marco Cavicchioli - 27 Nov 2021

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Nel corso del 2021 l’interesse dei grandi investitori istituzionali nei confronti di Bitcoin è aumentato ancora di più.

Gli strumenti che hanno fatto crescere l’interesse in Bitcoin da parte degli investitori istituzionali

La cosa curiosa è che non è aumentato solamente ad inizio anno, durante la prima bullrun, ma è aumentato anche nel secondo e nel terzo trimestre, quando il prezzo è sceso ed ha lateralizzato per un po’ prima di iniziare la seconda bullrun.

Buona parte di questo incremento di interesse si deve probabilmente a nuovi prodotti finanziari emessi sui mercati tradizionali per consentire di prendere posizione sul prezzo di Bitcoin anche senza possederlo.

Probabilmente lo strumento più utilizzato è ancora il Grayscale Bitcoin Trust (GBTC), ovvero un fondo interamente supportato da BTC fisici, che sta per essere convertito in un ETF sulla borsa di New York. Non è un caso che Morgan Stanley nel terzo trimestre abbia deciso di utilizzare proprio questo veicolo per investire 300 milioni di dollari su Bitcoin.

Tuttavia anche il primo ETF mai approvato sul mercato statunitense per replicare il prezzo di BTC, ovvero il Proshares Bitcoin Strategy ETF (BITO) lanciato il mese scorso sempre sulla borsa di New York e basato sui contratti future sul prezzo di Bitcoin, ha avuto subito un enorme successo, probabilmente proprio perché rende possibile prendere posizione sul prezzo di BTC utilizzando gli strumenti già in uso dagli investitori.

Bitcoin investitori istituzionali
Bitcoin e oro sono considerate riserve di valore contro l’inflazione

Bitcoin copertura contro l’inflazione

Grazie a questi strumenti, Bitcoin è ormai un asset entrato a far parte del portafoglio di diversi investitori, anche istituzionali. La sua particolarità è quella di essere utilizzato a posto dell’oro come copertura risk-on contro l’inflazione, mentre l’oro continua ad essere utilizzato come copertura risk-off contro l’inflazione.

In questo modo è di fatto uno strumento in più soprattutto per gli investitori che hanno strategia di investimento complesse, ovvero che non si limitano a cercare di acquistare asset a prezzi bassi per poi rivenderli a prezzi più alti.

Gli investitori professionali, ed in particolare quelli istituzionali, non hanno terrore del rischio, e della gestione del rischio invece fanno spesso una delle loro armi migliori. In un tale scenario BTC riesce a ritagliarsi un ruolo, anche all’interno di quei mercati finanziari tradizionali che sono dominati dai grandi investitori istituzionali.

Ad esempio i fondi d’investimento obbligazionari hanno a che fare ormai con rendimenti reali molto bassi, proprio per effetto della crescita dell’inflazione, ma anche l’oro non riesce a garantire rendimenti elevati. Ecco allora che Bitcoin può entrare a far parte anche del loro portafoglio, come investimento risk-on che potrebbe bilanciare i rendimenti molto bassi degli investimenti risk-off.

In particolare però sembrano i fondi azionari quelli più esposti su BTC, probabilmente perché temono che un possibile aumento dei tassi di interesse, a causa della crescita dell’inflazione, potrebbe comunque far diminuire le quotazioni del loro portafoglio sul medio periodo.

Un mercato in crescita

Va detto che in genere l’esposizione degli istituzionali al prezzo di Bitcoin è minima, se non trascurabile, se confrontata con quella su altre asset class, ma è in crescita, tanto che in alcuni rari casi è stata addirittura portata dal 2% al 30%.

Questo comunque rimane ancora un mercato alle prime armi, per molti versi immaturo, ma che proprio per questo offre una volatilità che non si riscontra in altri mercati. Ed è proprio tale volatilità che spesso attrae gli investitori, in particolare coloro che sono alla ricerca di un po’ più di rischio per non doversi accontentare solo di rendimenti molto contenuti.

Il fatto stesso che l’interesse degli investitori istituzionali per Bitcoin sia aumentato anche quest’anno, ed anche dopo il calo di maggio, nello stesso anno in cui molti indici azionari sostanzialmente hanno continuato a crescere stabilendo nuovi record assoluti, la dice lunga su quanto sia sentita l’esigenza di prendersi qualche rischio in più.

A causa della mega campagna di stimoli monetari della Fed, e della conseguente inflazione galoppante, i vecchi rendimenti non bastano più per soddisfare le aspettative degli investitori. All’interno di un quadro tale non c’è affatto da stupirsi che molti rivolgano la loro attenzione anche su Bitcoin.

Marco Cavicchioli

"Classe 1975, Marco è stato il primo a fare divulgazione su YouTube in Italia riguardo Bitcoin. Ha fondato ilBitcoin.news ed il gruppo Facebook "Bitcoin Italia (aperto e senza scam)".

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