NFT e proprietà intellettuale: una questione ancora irrisolta
NFT e proprietà intellettuale: una questione ancora irrisolta
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NFT e proprietà intellettuale: una questione ancora irrisolta

By Stefania Stimolo - 6 Dic 2021

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Quando si conia, vende o compra un Non-Fungible Token, la questione sulla proprietà intellettuale e tutti i diritti associati all’NFT e all’opera che rappresenta, sembra essere ancora irrisolta. 

NFT e proprietà intellettuale: cosa viene registrato su Blockchain

Il mercato degli NFT sta vivendo quest’anno una crescita incredibile, con vendite da milioni di dollari legate, soprattutto, alle opere d’arte digitali vendute all’asta sui marketplace dedicati.

Eppure, c’è ancora molta confusione quando si parla dei diritti come copyright o proprietà intellettuale ad essi associati. Infatti, molte persone non comprendono ancora cosa realmente viene acquistato quando si ritrovano ad ottenere il loro NFT.

Come tutti i token, anche i token non fungibili che spesso rappresentano immagini, video, suoni, vengono registrati sulla Blockchain. Ma mentre ogni NFT è “legato” ad un contenuto digitale, il contenuto digitale stesso non è l’NFT.

In sostanza, visualizzando la Blockchain, è possibile vedere pubblicamente l’ID del NFT, la registrazione delle sue transazioni (trasferimenti) e un collegamento allo smart contract che include tutte le informazioni su dove sono ospitati i contenuti digitali associati al token.

A tal proposito, il presunto svantaggio quando si parla di proprietà intellettuale e NFT, è che il file del contenuto digitale, l’opera d’arte, non può essere scritto effettivamente sulla Blockchain. Il risultato, come descritto da Anil Dash, creatore di NFT è riassunto come segue:

“questo significa che quando qualcuno compra un NFT, non sta comprando l’effettiva opera d’arte digitale; sta comprando un link ad essa”

NFT proprietà intellettuale
Chi detiene i diritti sugli NFT?

Coniare un NFT: la proprietà intellettuale

Secondo quanto riportato, coniare un NFT può essere classificato come una copia o anche un derivato dell’opera originale. Sarebbe come creare “un’opera basata su una o più opere preesistenti” come una “riproduzione artistica o qualsiasi altra forma in cui un’opera può essere rifusa, trasformata o adattata”.

In altre parole, secondo la legge sul copyright degli Stati Uniti, il detentore della proprietà intellettuale o copyright (in assenza di una licenza) è e dovrebbe essere l’unico ad avere l’autorità di trasformare l’opera originale in una NFT.

E infatti, il caso del CryptoPunk di Larva Labs, che era riuscito con successo a far rimuovere dal marketplace NFT OpenSea il CryptoPunk in questione, ha suscitato confusione. Non era chiaro se il proprietario degli NFT detenesse o meno i diritti di proprietà intellettuali del Punk, e quindi se avesse il diritto di chiedere la rimozione del token non fungibile.

Questo significa che non è ancora chiaro se chi possiede la proprietà intellettuale dell’NFT sia il suo creatore originale o l’attuale proprietario. Un’altra questione dubbiosa sulla proprietà intellettuale è anche emersa quando l’NFT viene frazionato.

Arte e decentralizzazione: la Blockchain per rimuovere plagio e manipolazione

Quando si parla di proprietà intellettuale e copyright di opere d’arte, automaticamente emerge anche la questione legata al plagio e manipolazione. 

A tal proposito, lo scorso marzo, nella prima puntata di TALK LIVE nella piattaforma The Nemesis, in collaborazione con The Cryptonomist, si è parlato proprio di questo argomento nel settore degli NFT. 

Il panel ha coinvolto Federico Clapis (visual artist), Riccardo Giorgio Frega (Bitcoin Italia Podcast), Serena Tabacchi (Director Mocda) e Amelia Tomasicchio (CEO di Cryptonomist).

 

Stefania Stimolo

Laureata in Marketing e Comunicazione, Stefania è un’esploratrice di opportunità innovative. Partendo come Sales Assistant per e-commerce, nel 2016 inizia ad appassionarsi al mondo digitale autonomamente, inizialmente in ambito Network Marketing dove conosce e si appassiona dell’ideale di Bitcoin e tecnologia Blockchain diventandone una divulgatrice come copywriter e traduttrice per progetti ICO e blog, ed organizzando corsi conoscitivi.

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