Le proteste in Kazakistan si abbattono sul prezzo di Bitcoin
Le proteste in Kazakistan si abbattono sul prezzo di Bitcoin
Bitcoin

Le proteste in Kazakistan si abbattono sul prezzo di Bitcoin

By Eleonora Spagnolo - 6 Gen 2022

Chevron down
Ascolta qui
download

Il Kazakistan manda in tilt il mercato delle criptovalute e il prezzo di Bitcoin, con le proteste di piazza scaturite dalla crisi energetica seguita alla liberalizzazione del mercato.

Bitcoin in rosso

Al momento della stesura di questo articolo, Bitcoin sta perdendo il 6% ed è quotato a 43.400 dollari, Ethereum perde il 7,3% e si porta a 3.500 dollari. Fanno peggio Solana, Terra (LUNA), Crypto.com (CRO), Cosmos (ATOM), con perdite fino al 10%.

A scatenare l’ondata di vendite, probabilmente, proprio la crisi energetica del Kazakistan che è diventato uno dei lidi dove si è spostato il mining di Bitcoin a seguito del ban arrivato dalla Cina. 

mining Bitcoin kazakistan
Il mining di Bitcoin ora si concentra in Kazakistan

Il mining di Bitcoin tra le cause della crisi del Kazakistan

Il Kazakistan è sull’orlo di una crisi energetica e politica, perché le proteste legate all’aumento del prezzo del GPL sono divampate in assalti ai palazzi del governo, in scontri con l’esercito, in morti e arresti e nella proclamazione dello stato di emergenza. 

Per tagliare le comunicazioni, il governo ha disattivato internet, cellulari, social network, sperando che questo impedisca ai rivoltosi di coordinarsi. Questo ha portato al blocco anche delle attività di mining, che in Kazakistan hanno trovato terreno fertile proprio per l’alta presenza di combustibili a prezzi irrisori. 

Ma questo è l’effetto e anche la causa delle crisi, perché le aziende di mining assorbono una quantità mostruosa di elettricità necessaria al completamento degli algoritmi che permettono la convalida delle transazioni e il mining dei blocchi. Anche questo ha portato il prezzo ad alzarsi. 

Secondo il Financial Times, nel 2021 quasi 90.000 società di mining crypto hanno scelto il Kazakistan, dopo essere state costrette a lasciare la Cina. Se il Kazakistan stacca la corrente e ferma internet, il mining di Bitcoin può arrestarsi. 

Un metro di misura sarà fornito dall’hashrate, che dagli ultimi grafici di Coinwartz per la verità sembra stabile, mentre secondo Coingape il blackout avrebbe già portato ad un crollo del 12%.. Certo l’impatto sull’hashrate sarebbe la misura di quanto la crisi in Kazakistan possa pesare anche sul mining di BTC.

Sicuramente si è abbattuta sul prezzo, portando Bitcoin e le altre criptovalute a perdere importanti livelli di supporto. Per Bitcoin ora sarà fondamentale mantenere i nervi saldi e non tornare sotto i 40.000 dollari.

Eleonora Spagnolo

Giornalista con la passione per il web e il mondo digitale. È laureata con lode in Editoria multimediale all’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in Web e Social Media Marketing.

Utilizziamo i cookie per essere sicuri che tu possa avere la migliore esperienza sul nostro sito. Se continui ad utilizzare questo sito noi assumiamo che tu ne sia felice.