Mercati azionari, occhi puntati sull’inflazione USA
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Mercati azionari, occhi puntati sull’inflazione USA

By Eleonora Spagnolo - 10 Gen 2022

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Inizia una nuova settimana per i mercati azionari, con le borse di tutto il mondo che riaprono dopo la pausa del weekend e giorni di forti oscillazioni. 

La settimana dei mercato azionari parte bene in Asia

Si parte come sempre dall’Asia. Tokyo è rimasta chiusa per festività. Hong Kong ha chiuso la seduta con un guadagno dello 0,77%, mentre lo Shanghai Composite è in rialzo dello 0,30%, Shenzhen +0,47% come Mumbai. In calo dello 0,95% la borsa di Seul.

Sul fronte europeo, dopo un’apertura positiva, è virata verso il negativo Piazza Affari, in perdita dello 0,15%.  Francoforte cede lo 0,22%, Parigi lo 0,34%, Londra lo 0,07% e Amsterdam lo 0,6%.

Occhi puntati sull’Inflazione USA 

Questa settimana gli occhi sono puntati sui dati in arrivo mercoledì sull’inflazione negli Stati Uniti. Quando il dato sarà reso noto si attendono effetti sia sui titoli del Tesoro sia quelle che saranno le prossime mosse della Fed. Gli analisti prevedono che il rialzo dei tassi di interesse potrebbe iniziare già a marzo. 

Intanto il mondo fa i conti con la variante Omicron. Secondo Goldman Sachs può stare quasi tranquilla l’Europa, dove la nuova versione del Covid1-9 dovrebbe portare ad una crescita debole e non ad una nuova recessione. In questo scenario l’Eurozona è destinata a crescere più degli Stati Uniti con un Pil che nel 2022 dovrebbe essere del +4,4% in Europa rispetto al 3,5% degli Stati Uniti. 

Goldman Sachs ritiene inoltre che nel Vecchio Continente l’inflazione abbia già toccato il suo picco a dicembre, al 2,6% e ora ha avviato un percorso in discesa. 

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La variante Omicron sta condizionando le borse

Titoli tech in calo

Gli Stati Uniti vengono da una settimana turbolenta che ha visto venerdì il Nasdaq in calo dello 0,9% e l’indice S&P 500 perdere lo 0,4%. Il Nasdaq ha perso il 4,5% in una settimana, la peggiore da febbraio 2021. 

La variante Omicron sta condizionando i mercati statunitensi. Il fatto che sia considerata in un certo senso meno “pericolosa” sta spingendo al rialzo i titoli tradizionali come quelli energetici e finanziari a danno di quelli tecnologici che hanno beneficiato nei mesi passati delle restrizioni necessarie al contenimento della pandemia. 

Quasi tutte le Big Tech hanno chiuso la settimana scorsa in calo: 

  • Netflix ha perso il 10%,
  • Microsoft ha ceduto il 6,6%,
  • Alphabet ha chiuso in calo di oltre il 5%. 

Al contrario, ad esempio, Wells Fargo ha guadagnato il 14,1% mentre hanno fatto ancora meglio i titoli energetici di Schlumberger e Hess che hanno guadagnato il 17%.

Non resta che attendere i dati di mercoledì per capire come la Fed agirà rispetto all’aumento dei tassi di interesse e come queste decisioni impatteranno sui mercati. 

 

Eleonora Spagnolo

Giornalista con la passione per il web e il mondo digitale. È laureata con lode in Editoria multimediale all’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in Web e Social Media Marketing.

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