Oro in calo, ma si conferma bene rifugio
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Oro in calo, ma si conferma bene rifugio

By George Michael Belardinelli - 27 Gen 2022

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In un periodo di alta volatilità dei mercati è necessario dare uno sguardo al prezzo dell’oro, il bene rifugio per eccellenza.

L’oro scorrelato rispetto ai mercati

L’Oro sta alla finestra, e in attesa che arrivino i pronunciamenti di tutte le banche centrali nei mercati più importanti del pianeta in materia di tassi, fa il suo lavoro egregiamente, quello di bene rifugio in quanto scorrelato all’andamento dei mercati azionari. 

In periodi come questi molti investitori grandi o piccoli che siano, per tutelarsi dalla perdita di valore delle monete fiat e per la crisi del mercato azionario, scelgono il sempre verde metallo prezioso tramite acquisto di oro fisico ma soprattutto tramite Fondi, Etc ed Etr oppure tramite i futures. 

L’oro però va ricordato essere anche molto volatile essendo un bene speculativo (⅕ dell’oro di tutto il pianeta è detenuto dalle banche centrali e ⅓ viene gestito dalla finanza). 

Tuttavia il suo valore è sempre cresciuto nel lungo periodo per cui va visto in un’ottica di tutela del rischio e dell’inflazione più che come un mero investimento dal quale trarre profitto. 

prezzo oro
Il prezzo dell’oro è il calo

Gli eventi che colpiscono il prezzo dell’oro

Tornando a noi, il metallo nobile è in lieve calo nei mercati asiatici di mercoledì e subisce le tensioni relative all’empasse Ucraina. 

Gli Stati Uniti hanno messo circa 8.500 soldati pronti per l’azione in caso di ingerenza nel territorio Ucraino da parte dei russi (si pensa ad un’invasione militare) e questo non aiuta a distendere gli “animi” di politici, cittadini ed investitori. In questo contesto, l’Europa insieme al Regno Unito pensa a delle sanzioni se le cose dovessero sfuggire di mano nel Donbass. 

La propensione al rischio dipende molto dalla situazione di stabilità o instabilità anche geopolitica. 

Pesano molto anche le scelte che vorrà attuare la Fed che sembra orientata in una politica di correzione dei tassi che desta molta preoccupazione e apprensione. Prima si pensava fossero necessarie quattro variazioni, ma c’è chi scommette su una politica più aggressiva che prevede addirittura sette variazioni durante l’anno. Da tenere d’occhio anche il tapering, tutte azioni che dovrebbero partire dal prossimo mese di marzo. 

Molto attese anche le decisioni che saranno prese dalla South African Reserve Bank e dalla Reserve Bank of Australia in quanto banche centrali di paesi con grandi giacimenti auriferi. 

I future dell’oro sono in calo ma nel lungo periodo si può ben sperare, la quotazione vede un – 0,29% a 1814,22.

L’oro si conferma bene rifugio

L’Oro che storicamente performa meglio del mercato azionario in periodi di volatilità, se saranno confermate le aspettative sulle scelte della Banca Centrale Americana, si confermerà essere ancora il principale bene rifugio (anche se ve ne sono altri) per compensare l’inflazione e una eventuale ma sempre più probabile crisi dei mercati. 

A riprova di questo si aggiungono le dichiarazioni a Reuters dell’analista di UBS Giovanni Staunovo: 

“Nonostante ci si aspetti che la Fed annunci l’inizio di un ciclo di aumenti dei tassi, l’oro sta tenendo bene. Il supporto al metallo prezioso giunge dai livelli elevati di inflazione e dalla volatilità dei mercati”.

Ampliando l’orizzonte agli altri metalli preziosi l’argento registra performance costanti mentre Platino e Palladio crescono tra l’1 e il 3%.

George Michael Belardinelli

Ex Corporate manager presso Carifac Spa e successivamente Veneto Banca Scpa, blogger e Rhumière, negli anni si appassiona alla filosofia e alle opportunità che l'innovazione e i mezzi di comunicazione ci mettono a disposizione, in fissa con il metaverso e la realtà aumentata

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