Russia, l’ex presidente Medvedev si oppone al ban crypto
Russia, l’ex presidente Medvedev si oppone al ban crypto
Regolamentazione

Russia, l’ex presidente Medvedev si oppone al ban crypto

By Eleonora Spagnolo - 2 Feb 2022

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L’ex presidente russo e attuale vicepresidente del Consiglio di Sicurezza Dmitry Medvedev non ha apprezzato l’ipotesi di applicare un ban alle criptovalute in Russia. 

A riportarlo è il canale russo RBC.

Medvedev contro il ban alle criptovalute in Russia

L’ex presidente in una conferenza stampa ha risposto alle domande dei giornalisti circa la volontà della Banca Centrale di vietare il trading, lo scambio e la circolazione di criptovalute. 

Medvedev ha preso una posizione da mediatore sostenendo che la Banca Centrale della Russia ha le sue ragioni, ma spesso un divieto porta al risultato opposto. 

Nello specifico, ha detto:

“Per dirla senza mezzi termini, quando provano a bannare qualcosa, molto spesso porta al risultato opposto. Ma la posizione della Banca centrale ha, ovviamente, le sue ragioni, che sono anche note a tutti”.

Russia crypto
La Russia deve regolamentare le criptovalute

Il dibattito politico sulle criptovalute in Russia

La posizione dell’ex presidente si somma ad un dibattito politico ormai acceso che vede da una parte la Banca Centrale, fortemente determinata a vietare le criptovalute, dall’altra lo stesso presidente Putin che, pur dichiarando che la competenza spetta alla BCR, non sembra voler percorrere la strada del divieto alle crypto. 

La scelta sarà della Duma, il Parlamento russo, chiamato a mediare con la Banca Centrale e a trovare una posizione che possa tradursi in una proposta di regolamentazione. 

L’idea della Banca Centrale, sempre secondo quant riportato da RBC, sarebbe quella di vietare l’utilizzo delle infrastrutture russe (probabilmente un riferimento alle connessioni internet), per le operazioni in criptovalute. In un primo momento in realtà era stato ipotizzato di consentire il trading solo ai trader esperti, ma poi l’ente è ritornato sui suoi passi perché teme che si crei un sistema finanziario parallelo che possa sfuggire alle regole. 

Il Parlamento russo in primavera inizierà a lavorare su una regolamentazione in materia. 

Nel frattempo però la Russia e il presidente Putin sembrano strizzare l’occhio al mining di Bitcoin, che secondo il capo di stato sarebbe vantaggioso. Non è la prima volta che Putin si esprime in apprezzamenti per le criptovalute. In passato aveva già detto che possono avere un futuro sebbene al momento siano molto volatili. 

Il mining in Russia

Probabilmente Putin non vuole ignorare il fatto che dopo il ban della Cina, la Russia è diventato il terzo paese al mondo per hashrate di Bitcoin, il che indica che i miner vi hanno stabilito le loro mining farm. Il mining di Bitcoin rappresenta uno dei tanti fronti su cui va in scena la competizione con gli Stati Uniti. 

Probabilmente l’arbitro sarà la regolamentazione, perché entrambe le superpotenze hanno deciso di intervenire con delle leggi in materia ma al momento sono ancora ferme alla fase di discussione. Quando decideranno che direzione prendere sarà chiaro se vorranno andare verso l’innovazione o se vorranno lasciare campo libero alla avversaria. 

Eleonora Spagnolo

Giornalista con la passione per il web e il mondo digitale. È laureata con lode in Editoria multimediale all’Università La Sapienza di Roma e ha frequentato un master in Web e Social Media Marketing.

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